CIVITAVECCHIA – «Questa vigliacca violenza non può e non deve trovare la minima giustificazione». Usa parole durissime il presidente del San Gordiano Aldo De Marco nel commentare l’episodio avvenuto sabato pomeriggio a via Montanucci quando al termine della gara tra gli allievi fascia B della sua società ed il Civitavecchia (terminata 4-1 per i nerazzurri) l’assistente di parte si è avventato contro l’arbitro colpendolo con un pugno. Il motivo del gesto sconsiderato del dirigente del San Gordiano risiede nella decisione del direttore di gara (un 20enne di Ladispoli) di espellere suo figlio. Il patron gialloblu ha scritto una lettera al presidente della sezione AIA di Civitavecchia, Antonio Biso, porgendo le scuse a nome della sua società: «E’ stato un atto inqualificabile – ha scritto – e chiarisco che il dirigente in questione è stato immediatamente allontanato dalla società e depennato dalla lista degli accompagnatori delle squadre giovanili. Un provvedimento perfettamente in linea con i principi che intendiamo osservare con il massimo scrupolo, ritenendoci degli educatori di giovanissimi da proiettare sulla scena della vita da vivere nel segno del massimo rispetto verso il prossimo prima ancora di addetti calcistici considerabili erroneamente soltanto sensibili ai riscontri calcistici. A riprova di questo fa fede la nostra quotidiana attività contrassegnata dalla presenza d oltre 200 giovani i cui genitori evidentemente trovano nel nostro club l’habitat ideale per vederli crescere con quella solida base disciplinare sulla quale costruire in maniera soddisfacente il loro futuro». Ed è per questo che provo una grande tristezza: mai avrei potuto pensare che un nostro dirigente arrivasse a tanto». De Marco si congeda esprimendo solidarietà all’arbitro e chiedendo scusa al presidente della sezione locale dell’Aia Antonio Biso, peraltro pesantemente insultato dal figlio dell’assistente di parte coinvolto nella vicenda. Va ricordato però che il San Gordiano non è nuovo a queste situazioni. Due domeniche fa la stessa squadra fu protagonista di una rissa sugli spalti tra genitori, a quanto pare innescata però dai supporters ospiti dopo la mancata concessione di un rigore mentre lo scorso anno un allenatore dei giovanissimi si avventò contro l’arbitro e nella stagione ancora precedente ci furono pesanti sanzioni disciplinari per alcuni elementi della squadra allievi dopo un derby col Campo Oro. Lodevoli insomma le parole del presidente che però dovrebbe forse selezionare con maggior cura gli ‘‘educatori’’. Da segnalare infine che l’arbitro aggredito e refertato al San Paolo, si trova ancora sotto stato di shock. Ha rifiutato di dirigere la partita che gli era stata assegnata per domenica ed anche se ha preferito non rilasciare dichiarazioni ha confidato alle persone a lui più vicine di voler interrompere la carriera da arbitro. «Un vero peccato – fanno sapere indignati alcuni suoi colleghi – anche perchè era tra i più promettenti in circolazione». Nessun commento (come vuole il regolamento) anche da parte di Biso, che non vuole in nessun modo interferire sul lavoro del giudice sportivo. Nel referto di giovedì i provvedimenti con l’impressione che la questione non si fermerà alla giustizia sportiva.
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2 Novembre 2011
Aggressione arbitro, De Marco caccia il dirigente: Violenza vigliacca ed ingiustificabile

