CIVITAVECCHIA – Riportiamo le email egli sms della rubrica il Tuo Verdecalcio lanciata dal quotidiano la Provincia. Gran parte vertono sull’aggressione dell’arbitro a via Montanucci da parte dell’assistente di parte del San Gordiano, ma non mancano altri spunti di riflessione.
Per lasciare la propria opinione: email a redazione@verdecalcio.it ed sms al 331.9926155
LE EMAIL:
GLI SMS:
«Dopo circa due mesi e mezzo lontano dal campo di gioco a causa di un brutto infortunio domenica scorsa è tornato il nostro mitico compagno di squadra Alessandro Rosati. A lui i migliori auguri da parte di tutti noi degli Allievi del Corneto e dal nostro tecnico Piero Forcella».
338xxxx
«Siamo ancora primi in classifica e il 25 dobbiamo recuperare ancora il match contro la Foglianese. Forza ragazzi possiamo e dobbiamo vincere questo cmapionato. Sempre ‘‘Forza allievi del Corneto».
328xxxx
«Basta violenza negli stadi dove si giocano match di calcio giovanile. Bisogna usare la mano pesante allontanando mister troppo sboccacciati e nervosi; genitori troppo ‘‘tifosi’’ e dirigenti troppo ‘‘accaniti’’. W il calcio quello vero fatto di valori e di rispetto. Meglio una sconfitta con onore che queste scene!»
Franco, 347xxxx
«La colpa della violenza che si sta succedendo negli stadi è degli adulti: qui a Civitavecchia si sentono tutti professionisti e ognuno pensa al suo orticello senza promuovere i valori veri dello sport più bello»
Marco, 349xxxx
«Complimenti a Ferro, Ferri Marini e Massi del Campo Oro juniores: oltre ad essere i più forti bomber del girone sono anche i più belli e sexy»
Tata, Ale e Francy, 333xxxx
«Marco Fattori: dopo oltre 30 anni resta sempre il miglior tecnico di calcio giovanile ti vogliamo bene, i tuoi ragazzi»
329xxxx
«Solidarietà all’arbitro, ad Antonio Biso e alla sezione Aia di Civitavecchia. Quanto accaduto a via Montanucci è davvero grave, ma l’episodio non va decontestualizzato. Deve invece essere un invito alla riflessione. Credo che sia opportuna fermarci a riflettere e soprattutto smorzare i toni soprattutto in un settore come quello del calcio giovanile che rappresenta una palestra di vita per i giovani».
Alessio Romagnuolo
«Un arbitro colpito al volto da un dirigente. Ma dove vogliamo arrivare? E’ una vergogna! Non riesco a credere che per una partita di 15enni si arrivi a tanto. Sono davvero contento che mio figlio, nonostante la mia passione per il calcio, abbia deciso di praticare un altro sport, il basket».
Bruno
«Ho letto dell’aggressione all’arbitro. E’ un fatto senza dubbio grave, ma anche a rischio di essere impopolare voglio fare una osservazione: la figura dell’arbitro è molto importante, è quella che decide le sorti di una gara. Quindi è impensabile mandare ragazzi in campo allo sbaraglio, rischiando che con le loro indecisioni creino ulteriori tensioni. Dovrebbero essere i vertici della classe arbitrale a formare meglio i direttori di gara. Dovrebbero farli arbitrare solo quando sono veramente pronti e non dopo pochi mesi di un corso basato soprattutto su nozioni teoriche».
Max
«Arbitri, genitori, dirigenti ed allenatori: tutti hanno una parte di responsabilità per quanto avviene praticamente in ogni partita. Ognuno di noi dovrebbe affrontare lo sport ed in questo calcio con più serenità, meno apprensioni e soprattutto senza questa esasperazione. Mio figlio gioca a pallone da diversi anni. Non è un fenomeno, ma è un ragazzo molto corretto e diligente. Io sono orgoglioso di lui ma il suo allenatore lo fa giocare poco, i compagni lo intimidiscono ed anche gli altri genitori quando lo vedono entrare in campo (di solito parte dalla panchina) mugugnano. Stiamo parlando di un 13enne…»
Un papà deluso
«Solidarietà all’arbitro aggredito, ma vorrei segnalare un’altra forma di violenza. Quella che subiscono quei bambini di 7/8 anni che finiscono nelle così dette squadre ‘‘B’’ quelle che per intenderci poi il sabato vengono sommerse di gol dalle squadre ‘‘A’’ ovvero le selezioni dei migliori talenti di ogni società. Ma se classifiche e risultati non esistono, perchè queste discriminazioni? Perchè la federazione non fa nulla?
Serena, una mamma indignata

