CIVITAVECCHIA – L’intero procedimento amministrativo relativo al porto turistico che dovrà nascere nel Waterfront, ossia nel porto storico, è al vaglio dei Carabinieri. Nei giorni scorsi, alcuni uomini del Ros sono arrivati in città, a quanto pare anche per indagare sul progetto per il quale è in corso la conferenza dei servizi in Comune. La richiesta avanzata dai Carabinieri ai dirigenti del Comune è stata chiara: acquisire tutta la documentazione relativa al ‘‘Porto del Tirreno’’, recuperandola dai diversi uffici interessati dal complesso iter iniziato nel 2005, dopo il concorso internazionale di idee del 2003, che venne vinto, come da lui stesso ricordato, dalla società dell’avvocato Edgardo Azzopardi. Negli anni successivi fu la joint venture tra il Gruppo Cozzi Parodi di Imperia e l’Acqua Marcia di Francesco Bellavista Caltagirone a presentare la proposta realizzativa che fu poi scelta dalla conferenza dei servizi, ferma dal dicembre del 2008 per la richiesta di valutazione di impatto ambientale delle opere avanzata dalla Regione Lazio.
Proprio i nomi di Acqua Marcia e Cozzi Parodi (che ricorrono per il fatto di essere i realizzatori di entrambi i porticcioli) furono al centro, nei giorni scorsi, dello sfogo dell’imprenditore Arturo Parenti, quello del Consorzio Olivieri e dei Patti Territoriali, che a l quotidiano la Repubblica parlò dei presunti rapporti tra ‘‘gli amici del Salaria Sport Village’’ (il centro sportivo di Diego Anemone) ed il sindaco Gianni Moscherini, che ha poi smentito quanto affermato da Parenti, che in quella occasione si lamentò anche di un possibile affare sfumato per il Consorzio Olivieri, a beneficio del binomio Acqua Marcia-Cozzi Parodi. Si trattava di ipotesi, illazioni e coincidenze tirate in ballo da Parenti, senza riscontri.
Ora, però, a quanto pare l’indagine sulla cricca dei grandi appalti e sui rapporti con la politica si è spostata concretamente sull’asse Imperia-Perugia-Civitavecchia. Al centro del nuovo filone d’inchiesta ci sarebbe infatti la figura dell’ex ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, dimessosi per la nota vicenda dell’acquisto dell’appartamento di fronte al Colosseo e che parla di «montature, bufale che non stanno in piedi e che mi stanno massacrando». I carabineri del Ros, la Guardia di Finanza e gli investigatori della Dia in Liguria hanno acquisito le carte sulla realizzazione del porticciolo di Imperia, città in cui da anni la famiglia Scajola è il principale riferimento politico. Nel 2008 Angelo Balducci fece parte della commissione tecnica che aveva il compito di verificare la conformità del progetto alla concessione demaniale. Secondo i magistrati di Perugia, un possibile collegamento tra le varie tessere del puzzle potrebbe essere il seguente: Balducci fu invitato ad Imperia per un incarico ben retribuito dall’allora sindaco ed oggi presidente della Provincia ligure Sappa, una persona di fiducia di Claudio Scajola, che – come riportato dalla Repubblica – ha sempre avuto, nella sua città, il pallino del porto turistico realizzato da Beatrice Cozzi Parodi e da Acqua Marcia. Lo stesso binomio di Civitavecchia, dove il progetto è stato ‘‘lanciato’’ dall’Autorità Portuale che – per la progettazione e realizzazione delle opere portuali – aveva normalmente rapporti con Balducci, sia come presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, sia, a volte, come presidente delle commissioni di collaudo dei lavori svolti nello scalo. Insomma, un cerchio con tanti nomi ricorrenti, su cui ora la Procura di Perugia vuole vederci chiaro.
Cronaca
2 Novembre 2011
I Ros indagano sul porto storico

