Cronaca
2 Novembre 2011
«Discarica, la Provincia sta con noi»

ALLUMIERE – Dopo gli interventi di De Paolis e Tidei che hanno voluto far sentire il proprio dissenso in tema di discarica ad Allumiere si amplia ancora il coro dei ‘‘no, senza ma e senza se’’. Nei giorni scorsi il sindaco di Allumiere, Augusto Battilocchio e la sua giunta, captando nell’aria che qualcosa si stava muovendo in senso negativo hanno inviato una lettera a Provincia, Regione, Ama, Comune di Roma e a tutti i sindaci del comprensorio, per mettere in evidenza la netta contrarietà a quest’ipotesi. Il sindaco collinare, assediato dai vari mass media della capitale, continua a ribadire il no, «che poi è un no di tutto il nostro comune, ma anche – spiega Battilocchio – di tutti i comuni del comprensorio e di tutta la gente del territorio che è sfinita da queste servitù che stanno mettendo a repentaglio la salute di tutti». La giunta Battilocchio sta affilando di nuovo le unghie: «Stiamo studiando le prossime mosse da fare e preparando altre forme di lotta – prosegue Battilocchio – per fortuna la Provincia di Roma è con noi e il 7 luglio a via Ripetta, Zingaretti incontrerà i rappresentanti di 120 comuni della provincia di Roma e nel corso dell’’incontro sposerà la nostra causa. Non siamo soli in questa battaglia e invitiamo tutti a sostenerci perchè la salute è un bene da salvaguardare. La cosa che ci lascia perplessi poi è il silenzio assordante della presidente della Regione Lazio, Renata Polverini: né lei né la sua giunta si sono ancora espressi. Le vogliamo ricordare che lei è la governatrice e la garante di tutti i comuni della regione e non solo degli interessi di Alemanno e di Roma». Di questo tema se ne era parlato a lungo lo scorso anno e fino a poco prima della campagna elettorale delle elezioni regionali; poi c’è stato un periodo di stand by e ora è scoppiato di nuovo il ‘‘caso’’ dopo le dichiarazioni del sindaco Alemanno, il quale a quanto sembra ha anche consegnato un documento riportando come siti ideali due zone entrambe insite nel territorio allumierasco. A questi punto è tornato il panico in collina e i residenti si dicono «veramente impauriti e preoccupati». «Non riusciamo a capire questa insistenza del sindaco di Roma – dicono i cittadini – e nemmeno riusciamo a comprendere come mai dall’alto non vogliono capire che questo territorio è già deturpato e che non ne possiamo più. Ma insomma siamo terra di nessuno? E’ vero che le elezioni sono lontane, ma questi amministratori sappiano che quando andremo alle urne ce ne ricorderemo». Proteste non solo dai residenti di Allumiere, ma anche di Civitavecchia, Tolfa, Tarquinia e Santa Marinella, e in ognuna c’è la condanna per «questa ipotesi scellerata». Al coro dei no si aggiunge anche l’assessore provinciale alla Scuola, Paola Rita Stella. «Siamo vicini alla comunità di Allumiere che sta portando avanti una battaglia contro la creazione di un sito per edificare una nuova discarica – dice – Questa area è già stata in passato fortemente penalizzata dal punto di vista ambientale da scelte di questo tipo e l’ipotesi di un ulteriore impianto risulta dunque assolutamente improponibile. Siamo pronti a sostenere il Comune di Allumiere con un processo di coinvolgimento che parta dal basso qualora l’ipotesi venisse confermata. Credo che sia prioritario per chi governa tutelare prima di ogni cosa la salute dei cittadini e quella dell’ambiente in cui vivono quotidianamente. Ci opporremo con ogni mezzo e in ogni luogo affinché nessuno porti nuovi rifiuti». Sulla stessa linea l’ex assessore regionale e attualmente vicepresidente del consiglio regionale, Bruno Astorre: «Ancora una volta Alemanno ricorre ai territori della Provincia di Roma per risolvere i problemi della capitale. Non è assolutamente giusto eleggere a sito ideale Allumiere per impiantare la nuova discarica che per estensione sarà la più grande d’Europa». Si registra anche l’attacco di Paolo Bianchini, consigliere provinciale del Pd: «Alemanno smentisca una volta per tutte, senza rimandi o ambiguità o nascondendosi dietro la Regione. Non può pensare di poter fare il padrone a casa degli altri e di risolvere i suoi problemi scaricandoli in un comune che non è inserito nemmeno nell’Ato di Roma».