GRAFFIGNANO – La bonifica delle aree di Pascolaro, Casettone e Bivio del Pellegrino riserva una nuova, pesante sorpresa. Durante gli scavi sono emerse altre 8.868 tonnellate di rifiuti pericolosi, una quantità definita “maggiore e imprevedibile” che ha reso necessario un nuovo stanziamento di 1,5 milioni di euro da parte della Regione Lazio.
Il quadro dell’intervento è quindi cambiato rispetto alle previsioni iniziali. La superficie interessata dalla bonifica è stata aggiornata a 1 milione e 390mila metri quadrati, mentre le risorse complessivamente destinate all’operazione salgono da 13 a 14,5 milioni di euro.
Il nuovo quantitativo di rifiuti è stato individuato nel corso delle operazioni di scavo avviate nell’area. A segnalare la necessità di un finanziamento aggiuntivo è stata Sogesid, la società pubblica incaricata della bonifica.
In una nota urgente inviata il 13 maggio, a circa due settimane dall’apertura del cantiere, Sogesid ha richiesto alla Regione un’integrazione di 1,5 milioni di euro, motivata proprio dall’emersione di una quantità di rifiuti pericolosi superiore e non prevedibile sulla base delle stime iniziali.
La Regione ha quindi recepito gli aggiornamenti tecnici e le richieste avanzate nell’ambito dell’intervento, adeguando di conseguenza il quadro economico della bonifica.
Quella del Pascolaro è una delle più importanti emergenze ambientali della Tuscia e affonda le proprie radici ormai in una vicenda lunga circa vent’anni.
Nelle aree di Pascolaro e nei sei siti limitrofi di Casettone e Bivio del Pellegrino erano già state individuate circa 20mila tonnellate di rifiuti tossici, interrati nel territorio di Graffignano.
Dopo anni di indagini, procedure e attese, la bonifica è entrata nella fase operativa lo scorso 30 aprile, con l’apertura del cantiere affidato a Sogesid.
Ora, però, gli scavi hanno portato alla luce una quantità ulteriore di rifiuti che modifica nuovamente le dimensioni dell’intervento.


