Cronaca
2 Novembre 2011
Maltrattamento e sequestro di disabili, un arresto

CIVITAVECCHIA – Tutto è partito dalla morte di due anziani. Verifiche, controlli, ispezioni hanno portato la Procura della Repubblica ad aprire un’inchiesta, affidando le indagini ai carabinieri della stazione principale di Civitavecchia. E in mattinata è scattato l’arresto nei confronti di un 39enne, F.P. le sue iniziali, assistente infermiere presso il centro di riabilitazione “Calamatta” in via degli Ospedali. Pesanti le accuse nei confronti dell’uomo, maltrattamenti su disabili e sequestro di persona, che hanno portato il giudice per le indagini preliminari ad emettere l’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai militari dell’Arma ieri mattina. Le indagini sono partite a gennaio, anche grazie alla denuncia di altri colleghi, e fino a marzo hanno visto i carabinieri impegnati in una delicata attività investigativa fatta di osservazioni, controlli, pedinamenti ed attività tecniche, al termine della quale sono stati accertati una serie di maltrattamenti gratuiti sui degenti della struttura privata, impossibilitati in modo assoluto, per le gravi forme di inabilità sofferte, a reagire e ad opporsi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo esercitava violenza psicologica sui degenti disabili del centro di riabilitazione, che venivano anche legati con lenzuola a letti e sedie, picchiati e rinchiusi, fatti oggetto di scherno da F.P. che in più occasioni non avrebbe esitato ad alzare le mani, per sbeffeggiare o intimorire gli anziani. Uno scenario raccapricciante che ha quindi portato all’arresto immediato dell’infermiere, trasferito al carcere di Borgata Aurelia. Immediato l’intervento del responsabile della Cgil Fp Diego Nunzi che, condannando fermamente l’episodio, auspica una chiusura veloce delle indagini. «Vista la gravità delle accuse – ha spiegato Nunzi – abbiamo immediatamente sospeso l’iscrizione alla Cgil Fp del lavoratore. Ai degenti ed ai loro familiari, a tutte le lavoratrici ed i lavoratori che con abnegazione prestano il loro prezioso operato in tali strutture, nonché alla Sea srl, loro malgrado coinvolti, va la nostra piena solidarietà».