di MARCO SETACCIOLI
Primo Petronilli lascia la presidenza di Etruria Servizi, dopo appena un mese e mezzo dalla sua nomina. Ad annunciarlo è il diretto interessato, che ha motivato la sua decisione, già notificata all’azienda, con la mancata modifica dello statuto della Spa, che «concede troppi poteri al direttore generale e relega il presidente a funzioni di rappresentanza». Una situazione divenuta insostenibile per chi, ha spiegato l’ex presidente, «viene dalla gente identificato con Etruria Servizi e quindi incolpato di quello che non va, ma senza poi avere il potere di cambiare le cose». Diverso sarebbe stato, prosegue con una punta di amarezza, se «quella stessa maggioranza politica che aveva identificato in me la guida migliore per la più grande della municipalizzate, perché si riteneva che io avessi le professionalità necessarie, avesse provveduto anche a dotare l’azienda di un regolamento che consentisse a me di utilizzare quelle professionalità, e al Pincio, che della Spa è il proprietario, di esercitare un controllo effettivo». Ma così non è stato e il direttore generale, aggiunge Petronilli, leggendo tratti dello statuto, «compete l’acquisto di beni mobili e di servizio fino a 120 mila euro, qualsiasi operazione bancaria, la stipula di polizze di assicurazione, l’assunzione ed il licenziamento dei dipendenti fissandone le condizioni retributive, il conferimento di incarichi a società o professionisti ed altro ancora, tanto che al presidente da fare resta ben poco». Il discorso scivola poi sulla situazione in cui versa Etruria Servizi. «Non posso dire granché dal punto di vista contabile, anche perché nel breve periodo in cui sono stato presidente molte carte che avevo richiesto non ci sono state consegnate, come ad esempio lo stesso contratto del direttore generale Roberta Albano. Quello che posso dire con certezza è che la situazione dei dipendenti è di diffuso malcontento, per le ingiustizie nelle promozioni perpetrate dalle passate amministrazioni, un malcontento che genera disaffezione e lassismo, che certo, nonostante il pareggio del bilancio previsto per quest’anno, non ci permettono di parlare di un buon servizio reso alla città». Meno delineato infine il futuro politico di Petronilli. «Sono rimasto scottato – ammette – dalla caduta di Saladini. La mia permanenza nei Ds non è in discussione, ma al congresso parteciperò da spettatore».

