«L’Unione non c’è più». Il segretario dei Socialisti Insieme Mario Flamini non usa mezzi termini nel commentare quanto accaduto per la composizione delle commissioni all’ultima seduta del Consiglio Comunale. Flamini a questo proposito fa luce anche sui vari passaggi e sulle circostanze che hanno portato alla rottura, premettendo che da parte dei socialisti «non c’è stata alcuna richiesta in merito alla scelta di questa o quella commissione, perché per noi sono tutte uguali, ma anzi abbiamo proposto che a far parte dell’Urbanistica fossero un rappresentante ciascuno di Ds e Prc, che hanno i gruppi consiliari più numerosi, mentre il terzo membro dovesse essere estratto a sorte tra gli altri gruppi». La sorte allora, racconta ancora Flamini, scelse Petrelli, che però alla fine cedette alle richieste di Guerrini, il quale voleva l’Urbanistica al posto dell’Ambiente, «dichiarandosi pronto, in caso non l’avesse ottenuta, a votare in favore delle linee programmatiche del Sindaco. La votazione – aggiunge – aveva lasciato inoltre insoddisfatti Gatti e Sandro De Paolis, che alla fine hanno chiesto una nuova estrazione, nella quale però, ironia della sorte, per l’urbanistica è stato estratto Gaglione insieme a Perello e Guerrini. A quel punto, in qualche modo si è deciso alle nostre spalle di tornare al primo accordo, cosa che ha scatenato la mia reazione, che non è dipesa dalla questione relativa all’Urbanistica, ma dalla mancanza di rispetto mostrata nei nostri confronti». Tutti fatti sintomatici, secondo il segretario socialista, del fatto che c’è un gruppo di consiglieri che sono alla ricerca di alleanze interne «e ai quali non interessa più l’appartenenza ad una coalizione. In fondo è sotto gli occhi di tutti – prosegue – che i Ds sono senza segretario, e la Margherita e Rifondazione sono assenti da tempo. Così come è evidente che anche nei gruppi consiliari stanno nascendo accordi ed alleanze, come quella tra parte dei Ds e De Paolis per il Partito Democratico o quella tra Rifondazione e Piendibene per la sinistra Democratica. L’Unione però non la vuole più nessuno, nemmeno i dirigenti nazionali, visto che Rutelli ha recentemente dichiarato di voler pensare ad un cambio di maggioranza anche per il Governo. Per quanto ci riguarda, vogliamo dedicarci alla costituente socialista, al termine della quale, a ottobre, decideremo la nostra collocazione, che sarà comunque nell’ambito del centro sinistra, ma non intendiamo, come invece da qualche parte già si vocifera, entrare in maggioranza: i direttivi di Sdi e Nuovo Psi non hanno mai preso simili decisioni». Flamini è anche chiaro nel ribadire che in una siffatta situazione le responsabilità «vanno ricercate in quelle forze di centro sinistra, che hanno determinato la caduta dell’amministrazione Saladini. Noi a tal proposito abbiamo ripetutamente chiesto che si giungesse ad un chiarimento interno alla coalizione, anche perché riteniamo che sia ora che qualcuno si assuma la responsabilità di dirci che d’ora in avanti ognuno andrà per la propria strada, ma il nostro appello è rimasto inascoltato. Ma i risultati – conclude Flamini – oggi più che mai sono chiari ed evidenti a tutti: un centro sinistra spaccato e una coalizione, quella dell’Unione, che non esiste più».
Politica
22 Aprile 2013
Flamini: ‘‘L’Unione non esiste più’’

