Cronaca
22 Aprile 2013
Il caso Mammoli arriva al Ministro della Giustizia

Nega tutto Angelo Mammoli, il 61enne imputato di pedofilia nuovamente arrestato dai carabinieri con l’accusa di aver violentato una testimone del procedimento a suo carico e di aver provato a farle modificare la deposizione ai suoi danni.
Secondo quanto riferisce il suo difensore, l’avvocato Antonio Maria Carlevaro, l’uomo, che è tornato in carcere, avrebbe dichiarato durante il colloquio col suo legale, di non aver abusato della donna e anzi di essere pronto a denunciare per calunnia chi lo accusa. «Siamo pronti comunque – afferma Carlevaro – ad impugnare questo provvedimento, dato che il Mammoli è incompatibile, per il suo stato di salute, col regime carcerario».
Intanto però, mentre i carabinieri proseguono nelle indagini e in particolare all’esame della documentazione sequestrata in casa dell’uomo, la vicenda è balzata sulle cronache nazionali. Ieri il tg5, il telegiornale dell’ammiraglia Mediaset, ha inserito in primo piano un servizio sul nuovo arresto di Mammoli e contemporaneamente la senatrice della Margherita Emanuela Baio Dossi ha inviato una nota al Ministro della Giustizia, Clemente Mastella. – «Sullo scandaloso episodio in cui un imputato di pedofilia ha potuto, grazie agli arresti domiciliari, compiere un altro grave reato di violenza ai danni di una donna testimone d’accusa nel processo a suo carico – scrive la senatrice Dl – sarebbe il caso di aprire immediatamente un’indagine seria sull’organo sanitario, sui medici che hanno certificato lo stato di salute e sugli organismi giudiziari che in base a tale certificazione hanno concesso gli arresti domiciliari».
«La grave vicenda non può rimanere impunita – sottolinea Baio Dossi – vista la gravità dei reati di cui è reiteratamente colpevole l’imputato e visto che l’ulteriore violenza è stata commessa costringendo la donna a recarsi proprio nell’abitazione dove sconta l’arresto domiciliare che avrebbe dovuto essere vigilata dalle forze dell’ordine».