La scelta dell’Udeur di aderire al Patto per la Città a sostegno di Gianni Moscherini, sugellata dalla recente visita del ministro Clemente Mastella in città, ha scatenato una feroce polemica nel centro sinistra che in poche ore ha raggiunto anche la capitale.
A criticare apertamente Mastella e l’Udeur è stato infatti il capogruppo di Rifondazione Comunista alla Regione Lazio Ivano Peduzzi, che si domanda a quale gioco il ministro stia giocando. Secondo l’esponente del Prc infatti il partito del Ministro della Giustizia, che a livello regionale e nazionale è organico al centro sinistra, «a Civitavecchia ha scelto di stare con Alleanza Nazionale, Forza Italia e Udc per ragioni di pura convenienza». Peduzzi conclude sottolineando come per Mastella sia «difficile far capire ai cittadini il senso delle sue manovre politiche».
Pronta la replica del segretario provinciale dei mastelliani Gianfranco Bafundi, che non esita a definirsi sconcertato. «Ancora una volta siamo costretti a ribadire – spiega – che la scelta di Moscherini è stata dettata dalla condivisione del programma di governo attento alle esigenze della città e soprattutto ai bisogni delle famiglie. Vogliamo partecipare al “Progetto Civitavecchia” per farla uscire dal degrado in cui è piombata negli anni passati. Per questo abbiamo, per primi, accolto l’invito di Gianni Moscherini a partecipare, al di là degli schieramenti, alla coalizione di larghe intese che sotto la sua guida potrà ridare a Civitavecchia il ruolo e l’importanza che le competono. Inoltre va ricordato, ai nostri amici della sinistra radicale, che sotto la guida di Moscherini il porto di Civitavecchia è diventato uno degli scali merci più importanti d’Europa. Detto questo, la scelta del miglior candidato possibile alle amministrative, è una scelta che, pur tenendo conto delle alleanze nazionali, dev’essere compatibile con le reali esigenze del territorio. Per Civitavecchia la scelta migliore è quella di Gianni Moscherini». Bafundi prosegue affermando che «il capogruppo di PRC per quanto concerne l’opportunismo e gli interessi dei poteri forti sarebbe meglio che guardasse all’interno del proprio partito. Gli “amici” di Rifondazione non possono evocare una presunta idea di coalizione solamente quando fa comodo. Sono ancora freschi i segni di quanto successo lo scorso anno. Allora – conclude – nessun o degli alleati si è sdegnato per l’assenza dell’Udeur dal governo della Città».
Elezioni
22 Aprile 2013
Udeur con Moscherini, è scontro in Regione

