Politica
22 Aprile 2013
Unione, i tavoli diventano due

SALADINI«Visto che l’Unione ha deciso di fare a meno de “Il futuro è di chi cambia” e di tutte le altre realtà della società civile, a partire da oggi apriamo anche noi un tavolo di confronto con le altre forze politiche e già dai prossimi giorni avvieremo gli incontri». Così Gino Saladini irrompe nel panorama, per la verità assai confuso, del centro sinistra, affiancato in questa nuova avventura dal presidente del movimento da lui fondato Roberta Galletta e da alcuni rappresentanti della sua amministrazione, come gli ex assessori Pino Cascianelli, Mauro Mazzoni e Clemente Longarini e l’ex consigliere Traini. Quella illustrata da Saladini è una posizione dichiaratamente critica rispetto al tavolo dell’Unione, ma non antagonista, almeno per il momento. «Il nostro è un appello – spiega – a prendere in considerazione le forze che rappresentano quella passione e quel desiderio di partecipazione dei cittadini, che sono indispensabili per vincere questa difficile sfida elettorale. Ma il tempo sta scadendo e per il momento quello che si profila, senza la società civile, è un tavolo zoppo, a tre zampe, buono per una seduta spiritica, ma non certo per vincere le elezioni». Chiaro il riferimento ai rinvii nell’individuazione di programma e candido sindaco, sui quali, avverte l’ex primo cittadino «noi non accetteremo imposizioni dall’alto, ma che anzi vogliamo condividere, perché per vincere non esistono altre vie. È chiaro – conclude – che se così non fosse, potremmo anche individuare una nostra candidatura e cercare di aggregare intorno a quel nome il maggior numero di forze possibile». Della stessa opinione anche Cascianelli, secondo il quale escludere la partecipazione attiva della società civile è un “limite suicida” del centro sinistra, che LONGARINIrischia di generare quello che non esita a definire un “accrocco politico”. «Ora più che mai – conclude – l’Unione deve spiegare ai cittadini perché ancora prima di iniziare a confrontarsi, non ha condotto una approfondita analisi sulle cause della caduta della giunta Saladini». Critico infine anche Longarini, che torna a parlare di poteri forti, identificati con le figure di Tidei e di Moscherini. «Ma mentre quest’ultimo rappresenta l’anti-politica l’anti-aggregazione, io non credo che il centro sinistra possa fare a meno di Tidei, con il quale tutto il centro sinistra deve fare i conti, se non altro per la sua radicata presenza sul territorio». Quanto all’Unione, secondo Longarini, «sta andando in scena il film già visto con Falsetti, che per il centro sinistra avrà lo stesso esito: la sconfitta».