di GIAMPIERO BALDI
SANTA MARINELLA – Anche ieri sono continuate sui social network le prese di posizione da parte degli internauti, sulla vicenda che ha coinvolto due giovani studentesse della scuola media Carducci, che avevano chiesto l’esenzione alla partecipazione all’ora di religione e che, secondo una denuncia del movimento politico ‘‘Amici di Beppe Grillo’’, sono state relegate in un’aula vuota priva di attrezzatura didattica, tanto da configurare nell’atteggiamento della dirigenza della scuola, un vero e proprio caso di discriminazione religiosa. Sulla vicenda interviene oggi la dirigente dell’Istituto Comprensivo di Piazzale della Gioventù, la dottoressa Velia Ceccarelli: «Non ho seguito la polemica sui social – dice la preside – perché i social per me sono un gioco e le questioni di lavoro le affido ad atti ufficiali e a relazioni faccia a faccia. Vorrei entrare nel merito di quella che io considero una polemica sterile di chi, invece di incontrare le istituzioni e capire i motivi di alcune scelte o ritardi, scrive articoli perchè è meno faticoso e fa più rumore. Rispondo comunque perché chi legge potrà, in qualche modo, sentire le due campane e non le frasi fatte o ad effetto che piacciono tanto ai grandi comunicatori. Il decreto legislativo numero 297 del 16 aprile del 1994 sancisce il diritto ad non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, e varie circolari, che per brevità non allego, regolamentano le modalità in cui il collegio dei docenti stabilisce che tipo di insegnamenti impartire e poi si procede all’organizzazione interna». «Nel collegio dei docenti del 12 settembre – racconta la dirigente – è stato deciso di impartire l’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” agli alunni che non si avvalgono della religione cattolica e poi sono stati distribuiti alle famiglie i moduli per esprimere diverse opzioni così come per legge. L’entrata posticipata e l’uscita anticipata, l’inserimento in una classe corrispondente o l’insegnamento alternativo. Non abbiamo ancora l’organico completo perché il Miur non ci manda i docenti e, se vi informerete, capirete perché la copertura dell’ora alternativa è l’ultimo atto della lunga procedura per la copertura delle cattedre. Inoltre, abbiamo constatato che tanti genitori, non hanno ancora consegnato la scelta delle opzioni per l’ora alternativa dei propri figli, due ne abbiamo protocollate oggi, e quindi la lungaggine, oltre a motivi tecnici cioè la mancanza di docenti e l’impossibilità di chiamare i supplenti e al fatto che sono soli 14 giorni dall’inizio delle lezioni, è dovuta anche alla mancata solerzia di molti genitori». «La scuola ha quindi provveduto a mandare alunni ormai autonomi a svolgere le ore alternative alla religione cattolica in una classe corrispondente – continua la professoressa – dove il professore afferma di aver trattato gli alunni come tutti gli altri e dove potevano, o seguire la lezione, o svolgere i compiti loro assegnati, l’immagine delle piccole fiammiferaie che ne è stata data, è assolutamente falsa. Poi qualcuno mi spieghi dove è la discriminazione perché non l’ho capita poiché, tutte le volte che è assente un professore, la procedura è sempre la stessa». «Personalmente sono molto attenta ai bisogni degli alunni ed ai diritti di ognuno – conclude la dottoressa Velia Ceccarelli – e non permetterò mai che le polemiche o le false accuse possano distogliere il mio lavoro da questo unico e importante compito, tutti possiamo sbagliare ma intendo confrontarmi solo con chi vuole condividere, provare a risolvere i problemi e migliorare la condizione dei nostri alunni».

