Cronaca
25 Luglio 2018
Esquilino, vende alcol a persona già ubriaca: i Carabinieri gli sequestrano il negozio

ROMA – Un cittadino del Nepal di 22 anni è stato denunciato e il suo negozio di vicinato di via Foscolo sequestrato dai Carabinieri della Stazione di Roma Piazza Dante perché sorpreso mentre vendeva alcolici ad una persona già in evidente stato di ubriachezza. La denuncia e il sequestro del negozio di vicinato sono giunti nel corso di una più ampia attività di controllo agli esercizi commerciali, svolta dai Carabinieri di Piazza Dante unitamente ai colleghi del Nas e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Roma nel quartiere Esquilino e a Colle Oppio che ha portato anche a sanzionare: un ristorante di via Manin perché sono state scoperte 6 persone che vi lavoravano in nero e riscontrate pessime condizioni igieniche dei locali; una rosticceria di via Gioberti per le pessime condizioni igienico sanitarie; due minimarket di via Manin per non aver esposto la tabella indicante i limiti orari di somministrazione e consumo di alcol; 3 minimarket di via degli Umbri, via dei Sardi e via degli Equi poiché al momento del controllo, somministravano sostanze alcoliche al di fuori dell’orario consentito. 

 

SEGNALATA LA PERICOLOSITÀ DEL SOGGETTO

A conclusione delle indagini, tuttavia, non vi erano sufficienti elementi per una richiesta di rinvio a giudizio da parte dell’A.G.. Pertanto, la DIGOS segnalava la pericolosità del soggetto alla locale Prefettura che, nel giugno del 2017, disponeva la revoca delle misure di accoglienza, con successivo Ordine del Questore di Campobasso di accompagnamento presso il Centro di permanenza e rimpatrio di Restinco (BR). All’interno del Centro pugliese, il cittadino somalo balzava ancora all’attenzione della locale DIGOS, poiché, a seguito di denuncia sporta nel maggio 2018 da un ex mediatore culturale del centro di accoglienza di Campomarino, per minacce a mezzo telefono, l’attività investigativa consentiva di denunciare il predetto all’Autorità Giudiziaria in concorso con un altro cittadino tunisino, T.A. di anni 32, che era stato materialmente autore delle telefonate intimidatorie dietro impulso del somalo. I motivi che hanno portato lo straniero a commettere il reato sono da ricondursi al risentimento nei confronti dell’ex operatore, ritenuto responsabile della sua conduzione nel centro di rimpatrio pugliese.  (Agg.25/7 ore 19,04)

 

RIMPATRIATO ANCHE UN TUNISINO

Pochi giorni fa, M.M.A. è stato dimesso dal centro brindisino ed espulso dal territorio nazionale con rimpatrio in Somalia, mentre il cittadino tunisino, coautore del reato, è stato rimpatriato con volo charter verso lo Stato di origine.  (Agg.25/7 ore 19,08)