ROMA – Eccolo il terzo scudetto degli ultimi quattro anni. Festa grande al Tre Fontane, quella della Roma Women, che torna sul trono d’Italia con due giornate d’anticipo. E’ Giugliano a calare il doppio asso, quel che basta per battere anche la Ternana e condire un’annata favolosa: 2-0 e tripudio giallorosso.
Sorrisi, abbracci, emozioni e festa grande. Non è mancata qualche lacrima di commozione, dopo i tanti sacrifici profusi per tutto l’arco dell’anno. Una vittoria, questa tricolore, dal sapore del tutto speciale. Già perché in ben pochi l’estate scorsa avrebbero scommesso sulla Roma femminile, in chiave Scudetto. Si respirava aria di fine ciclo: Spugna aveva abdicato, anche Linari ma soprattutto Giacinti erano andate via.
In silenzio è arrivato Rossettini, l’ex calciatore di Serie A con Siena e Chievo, cresciuto da giovane tecnico alla guida delle giovanili del Padova. Ha accettato la sfida Capitale quando in tanti non l’avrebbero fatto. Con coraggio, umiltà, senz’altro, ma pur silenziosa ambizione e vero e proprie idee chiare. Che è stato bravo immediatamente a trasferire alle ragazze, per plasmare una nuova Roma.
Che quando s’è allacciata le cinture non s’è più fermata. Pian piano pure le vittorie negli scontri diretti, a diramare messaggio manifesto al campionato. Quindi in volata, in fuga, la capolista non l’ha presa più nessuno. Planando, ha centrato il terzo tricolore della propria giovane storia con due giornate d’anticipo. Cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambiò. Segno di programmazione, lungimiranza, bontà del proprio progetto.
E non è ancora finita. Perché adesso poco più di due amichevoli, in realtà forse veri e propri test per Rossettini. Che il 24 maggio tornerà sì in campo per una gara che conterà parecchio, per sognare un doppio storico Double: c’è pure la finalissima di Coppa Italia, in programma con la Juve al Menti di Vicenza.

