Scuola e Università
24 Gennaio 2019
Marconi: emozioni e riflessioni in vista della Giornata della Memoria

di FEDERICA CONGIU

CIVITAVECCHIA – Concluso il ciclo di incontri tra gli studenti dell’istituto Marconi, gli insegnanti e il regista Israel Moscati. Le classi coinvolte, diverse ad ogni appuntamento, hanno affrontato temi che non dovrebbero essere mai dimenticati, partendo dalla lettura del libro ‘‘Un Mondo che non dimentica. La shoah’’: attraverso le testimonianze e le lettere inserite nella raccolta, è stato possibile preparare i ragazzi alla Giornata della Memoria del 27 gennaio. L’iniziativa è stata curata in particolare dalle professoresse Camilla de Iorio, Cinzia Cogoni, Francesca Tiselli. «Abbiamo attraverso questa, ma anche grazie ad altre iniziative, onorato la conoscenza della storia – ha commentato il dirigente dell’istituto Nicola Guzzone – l’organizzazione da parte delle professoresse e dei collaboratori ha contribuito a rendere il tutto molto interessante ed i ragazzi sono stati partecipi ed emozionati». Gli ncontri sono iniziati con la visione del documentario “Alla ricerca delle radici del male”, ultimo della trilogia dedicata alla Shoah, nel quale Moscati riesce per la prima volta a mettere faccia a faccia i figli e i nipoti della Shoah con quelli dei carnefici nazisti. «L’acceso scambio di opinioni tra gli studenti ed Israel ha commosso quest’ultimo – ha spiegato Manuel Moscatelli, VB Informatica –  che ancora una volta è riuscito nel suo obiettivo di coinvolgere i ragazzi nei suoi progetti, a far percepire loro il messaggio che porta nel cuore, affermando egli stesso che “non sempre è facile rapportarsi coi giovani. Le poche ore passate insieme hanno indubbiamente avuto tutti gli elementi per creare quella che è stata una mattinata costruttiva, emozionante e, nel suo piccolo, importante, poiché tutti i partecipanti hanno messo a nudo la loro sensibilità e condiviso pensieri profondi e qualche lacrima, vivendo una situazione non da tutti i giorni e che viene spesso dalle generazioni di oggi sottovalutata. Sapere che la nostra generazione si rende conto della situazione attuale del mondo in cui vive, dell’odio che alberga purtroppo nell’animo di troppe persone, dell’importanza di combatterlo, di mettere fine a questo autolesionismo che caratterizza l’umanità, ci dà speranza per un futuro migliore, che andrà sempre nella direzione giusta».

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