Maturità 2019: debutta la prova multidisciplinare
Scuola e Università
24 Gennaio 2019
Maturità 2019: debutta la prova multidisciplinare

di MATTEO CECCACCI

CIVITAVECCHIA – ‘‘Cari ragazzi finalmente ci siamo, vi comunico con largo anticipo le materie oggetto della seconda prova scritta. Come sapete da quest’anno ci sono delle novità ed è per questo che da ottobre abbiamo cominciato a fornire tutte le informazioni utili per le prove a voi e ai vostri docenti. Per sostenervi nella vostra preparazione organizzeremo delle simulazioni della prima e della seconda prova che si svolgeranno nei mesi di febbraio, marzo e aprile. Dovete avere fiducia in voi stessi, credere nel vostro lavoro, impegnarvi tantissimo, vi auguro buon lavoro e andiamo a meta’’. Ecco, partiamo da qui, dalle dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti che venerdì scorso tramite la pagina Facebook Miur Social ha annunciato le tante novità riguardanti la maturità di quest’anno che interesserà i nati del nuovo secolo: i 2000.

Niente più terza prova: il temuto quizzone che ha trasmesso a milioni di studenti attacchi di ansia sparisce totalmente, il massimo dei crediti, venticinque, si trasforma in quaranta punti, la seconda prova non prevederà più una materia ma due e l’orale non avrà più bisogno di una tesina con un argomento centrale a scelta da cui partire, ma verrà estratto il giorno stesso scegliendo una tra le tre buste preparate dalla commissione. Queste le innovazioni del Ministero ufficializzate venerdì. Anche i maturandi di Civitavecchia, così come gli altri, non appena sono venuti a conoscenza della multidisciplina in seconda prova sono rimasti spiazzati. Un cambio radicale, dunque, che il Ministero ha deciso di compensare modificando la struttura dell’esposizione orale e rendere di fatto più complicata la seconda prova, con matematica e fisica allo Scientifico e latino e greco al Classico, solo per fare due esempi. Ovviamente non sono potuti mancare i tanti, tantissimi commenti ironici e sarcastici subito dopo l’annuncio delle materie, sia sotto il video del Ministro che sui profili privati dei ragazzi che tra Facebook ed Instagram Stories hanno dato il via alla battuta più bella: ‘‘Speravo de morì prima’’, ‘‘Pensavo fosse la maturità e non la tombola’’, ‘‘Con il bonus cultura posso comprarmi il diploma?’’.

Insomma, il primo pensiero per la maggior parte degli studenti una volta digerita la ‘‘lieta notizia’’ è stato buttarsi nel mondo della spensieratezza e riderci su, anche se da febbraio, mese in cui cominceranno le simulazioni (per la prima volta stabilite dal Miur), ci si dovrà immergere nei libri per preparare al meglio l’esame di giugno. Certo è che se da una parte gli studenti ci hanno riso per un momento, dall’altra ci sono decine e decine di docenti civitavecchiesi preoccupati che si pongono non pochi quesiti: «Prova mista a cinque mesi dall’esame? Assurdo, senza contare che in molte classi le due discipline hanno due docenti. Si parla di latino e greco, ma latino da tradurre e greco in traduzione da confrontare o viceversa, o entrambe? Per l’orale invece la commissione – hanno aggiunto – dispone le materie da fare estrarre ai candidati. A parte il taglio alla Gerry Scotti, i quesiti devono comprendere tutte le discipline? Si parla di sei componenti della commissione, compreso o escluso il presidente? Le simulazioni sono previste, ma una è il 26 marzo, nel periodo in cui sono state fissate dal Miur le date per gli invalsi, quindi? Possibile che c’è stata una dimenticanza? Non ci sono simulazioni anche per queste prove?».

La situazione non è ancora chiarissima. «Trovo questa nuova struttura della maturità positiva – spiega il rappresentante degli studenti dell’istituto Marconi Andrea Mori – si dà più importanza ai crediti e al percorso dello studente negli ultimi tre anni: questo è un passo importante, perché a questo punto l’esame vale un po’ meno, però è più gratificante nei confronti di uno studente che è andato bene nel triennio e che magari fa un esame discreto, ma riesce ad uscire lo stesso con un buon voto. Mentre lo studente che ha faticato negli ultimi tre anni, a differenza di prima quando con un esame perfetto avrebbe avuto una media fuori dal normale, adesso probabilmente uscirà in linea con i valori del terzo, quarto e quinto. Però non posso essere d’accordo sulle tempistiche del Ministero, non è possibile che una seconda prova multidisciplinare ci viene comunicata a pochi mesi dall’esame, non lo trovo giusto, ma il vero problema comunque sta nell’orale. Cittadinanza e Costituzione? In cinque anni mai affrontata. Alternanza scuola lavoro? Abbiamo fatto ben poco. Ecco, tutto questo la dice lunga, per non parlare poi di queste buste: io sono pienamente contrario alla struttura e al cambiamento della prova orale, speriamo venga ritoccata perché mi lascia molto perplesso».

«Sono pienamente contrario – spiega il portavoce dell’Iis Calamatta Ruben Cantarini – a tutta questa messa in scena che il Ministero ha messo in atto, perché aggrava soltanto le situazione di ognuno di noi, questo è l’ennesimo sbaglio che peserà molto sul futuro della scuola». 
Una maturità, dunque, che trova pareri discordanti tra docenti e studenti e che continuerà a far parlare da qui a giugno.  

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