Rivoluzione nella maturità: la parola ai dirigenti scolastici
Scuola e Università
31 Gennaio 2019
Rivoluzione nella maturità: la parola ai dirigenti scolastici

di MATTEO CECCACCI

«Prova mista a cinque mesi dall’esame? Assurdo, senza contare che in molte classi le due discipline hanno due docenti. Si parla di latino e greco, ma latino da tradurre e greco in traduzione da confrontare o viceversa, o entrambe? Per l’orale invece la commissione dispone le materie da fare estrarre ai candidati. A parte il taglio alla Gerry Scotti, i quesiti devono comprendere tutte le discipline? Si parla di sei componenti della commissione, compreso o escluso il presidente? Le simulazioni sono previste, ma una è il 26 marzo, nel periodo in cui sono state fissate dal Miur le date per gli invalsi, quindi? Possibile che c’è stata una dimenticanza? Non ci sono simulazioni anche per queste prove?». 
Queste sono alcune preoccupazioni di decine e decine di docenti civitavecchiesi che avevamo riportato la scorsa settimana, dopo la nuova struttura del nuovo esame di maturità che vede da quest’anno la prova multidisciplinare e molte modifiche sull’orale. Oggi però a distanza di sette giorni tutti i dirigenti scolastici dei plessi secondari di secondo grado di Civitavecchia hanno deciso di prendere una posizione e dire la loro. Tante le questione toccate: dagli attacchi al Ministero, alla preoccupazione per i propri studenti, dal parere positivo ad un cambiamento che è  tardato ad arrivare, a delle modiche che dovevano essere più graduali col tempo, per arrivare all’orale che lascia davvero sin troppi dubbi. 

Il primo ad esprimere il suo pensiero è stato Nicola Guzzone, preside dell’Iis Guglielmo Marconi che con molta tranquillità ha ammesso di apprezzare la parte del colloquio e la nuova forma: «Credo che con questo nuovo esame di stato inizia una nuova modalità e come tutte le cose nuove bisogna accettarle prima di emanate un giudizio. Ritengo comunque che la terza prova gestita dalle singole scuole poteva presentare oggettivamente difformità troppo marcate, ma sono molto curioso e penso lo siano anche al Ministero di vedere come si cimenteranno i nostri studenti con la seconda prova. Riguardo il colloquio mi piacciono sia la parte dell’alternanza scuola lavoro che l’ambito su cittadinanza e costituzione. Staremo a vedere».

«Ieri abbiamo avuto un collegio docenti  – esordisce la dirigente dello Scientifico Galileo Galilei di Civitavecchia e Santa Marinella Maria Zeno – proprio per approfondire questa normativa, capire il tutto nei minimi dettagli e valutare il da farsi da qui a giugno. I nostri ragazzi già da settembre, mesi in cui sono cominciate ad uscire le circolari sull’esame, sono sempre stati informati e ancora oggi sono costantemente aggiornati. Tempo fa abbiamo convocato anche i genitori per spiegargli le maggiori novità, come il credito aumentato, la definizione di due prove invece che tre e poi la questione dell’orale. Adesso non ci resta che aspettare le simulazioni nazionali per entrare nel vivo delle prove, anche se i ragazzi già hanno potuto vedere alcuni esempi di seconda prova pubblicate sul sito del Ministero. Riguardo il lavoro più intenso e qualitativo gli alunni lo stanno svolgendo e continueranno a svolgerlo in classe con i propri docenti che li accompagneranno fino all’esame con la necessaria tranquillità e sollecitudine. Ricordo che allo Scientifico sono uscite le classiche materie di indirizzo matematica e fisica, mentre al Linguistico per le sezioni D ed L le due lingue straniere saranno inglese e francese, diverso invece per gli studenti della sezione A progetto Esabac che, oltre a svolgere in una terza prova a parte francese, si cimenteranno sulle due lingue straniere inglese e spagnolo. A mio parere, però, la novità più forte riguarda l’orale, soprattutto sulla formulazione degli spunti da parte della commissione che richiede a sua volta al consiglio di classe di essere ancora più puntuale, più descrittivo e più approfondito nel redigere il cosiddetto documento di bordo, perché è da lì che il presidente dovrà guidare la commissione e di conseguenza avrà bisogno sicuramente di un documento di bordo che parli in maniera chiara e sia descrittivo. L’importante comunque è che ci sia la dovuta attenzione e che  non ci sia il panico, perché la cosa più errata in questo momento sarebbe comunicare agli studenti delle preoccupazioni e delle ansie, anche se le cose che cambiano richiedono sempre una giusta attenzione. Personalmente – continua la prof.ssa Zeno – sono sempre per vedere come vanno le cose, sono sincera. È chiaro che il cambiamento va governato, sicuramente ci voleva un cambiamento rispetto alla formula “abusata” della tesina che si era sfilacciata nel corso degli anni. Le diverse prove pubblicate nel ’98 erano funzionali a quegli anni, ma la scuola cambia e quindi è giusto che anche la maturità debba cambiare, quindi vediamo come va. Senza ombra di dubbio trovo molto opportuno e utile che la scuola abbia la possibilità di valorizzare il curriculum con 40 punti invece che con 25. Anche la terza prova che era nata sotto i migliori auspici nel ’98, perché doveva essere un po’ la prova che caratterizzava le singole scuole, oltre che ai singoli indirizzi ultimamente cominciava a mostrare i segni dell’usura, quindi va bene che venga valorizzata la seconda prova. È ovvio – conclude – che questo è un anno di orientamento, di novità e di transizione e sono sicura che ogni scuola saprà fare del suo meglio rispetto a questo». 

Diversi invece i punti di vista della preside dell’Isis Calamatta Giovannina Corvaia, subentrata lo scorso anno all’ormai ex dirigente Emanuela Fanelli: «Il Ministero è entrato troppo a gamba tesa e non ci ha dato la possibilità di preparare i ragazzi in funzione di una prova cambiata radicalmente, sia sul tema di italiano che sulla seconda prova mista, oltre all’organizzazione del colloquio. Purtroppo i tempi sono molto molto stretti, vediamo i ragazzi che sono abbastanza in sofferenza, sono disorientati e cercano da noi risposte e conferme che non siamo in grado di dare ancora, perché come loro viviamo questa situazione in modo emergenziale. Certo è che di fronte a questo cambio normativo noi obbediamo, non abbiamo altre soluzioni. Avrei preferito avere dei tempi un po’ più distesi, quindi quest’anno lasciare la prova così com’era per mettere poi l’anno successivo lo switch off, invece ci siamo trovati con lo switch off direttamente a gennaio. Sembra quasi che ogni Ministro che arriva deve mettere a tutti i costi una bandierina da qualche parte e quest’anno è stata messa sull’esame di stato. È vero che era prevista una modifica dell’esame con la riforma della Buona Scuola, però anche in questo modo hanno messo in difficoltà gli studenti, anche perché poi cambiano troppe cose, come la prova orale per esempio e i ragazzi hanno bisogno di tempo per metabolizzare le modalità, quindi anche noi dovremo, attraverso le simulazioni che ci mette a disposizione il Ministero, costruire delle prove che poi la commissione metterà a dispozione dei ragazzi. Quest’anno avrei preferito mantenere la prova orale come gli anni precedenti e modificare soltanto le prove scritte così da concedere un po’ più di tempo alle classi per approdare a questa nuova riforma, piuttosto che avere tutto e subito adesso, perché si è venuta a creare una situazione di confusione. Inoltre mi sarebbe piaciuto un passaggio più graduale in modo tale da arrivare al cosiddetto switch off in tempi più distesi, ma soprattutto nel rispetto dei ragazzi. La scuola comunque c’è – chiarisce la dirigente Corvaia – si sta organizzando e si sta muovendo nel migliore dei modi: abbiamo già avuto numerose riunioni con i docenti e la prossima settimana ne faremo un’altra con tutti i consigli di classe delle quinte per  preparare tutto il materiale. Non nego che attualmente c’è un work in progress che sta stressando un po’ tutti, la mia perplessità è quella di non mettere in condizione i ragazzi di arrivare con troppe incognite ad una prova che è fondamentale per il loro futuro. La mia scuola però è abituata a queste cose “oggi per ieri” e sono sicura che supereremo anche questa fase. Noi faremo del tutto per accompagnare i nostri ragazzi a questa nuova esperienza, questa volta saremo veramente compagni di viaggio, noi come scuola e loro come ragazzi. Confidiamo naturalmente nella promessa del Ministro Bussetti annunciata il giorno dell’uscita delle materie, ovvero delle misure di accompagnamento all’esame, così da darci una boccata d’ossigeno, perché ci serve veramente».
 

Stefania Tinti, invece, dirigente dell’istituto Stendhal Guido Baccelli, Benedetto Croce e Lucio Cappannari mette in risalto la tranquillità con cui i suoi studenti affronteranno l’esame, visto le poche modifiche non rivoluzionarie: «Ci sono ancora molti aspetti che bisogna ulteriormente chiarire e proprio per questo a novembre noi dirigenti siamo stati chiamati per approfondire questa normativa. Sinceramente noi tecnici e professionali affrontiamo con molta tranquillità questa nuova tipologia di esame, mi spiego: la prima prova non la trovo rivoluzionaria, anche perché non ha subìto modifiche, anzi, la trovo molto più centrata sull’analisi del testo e sul saggio breve. Per quanto riguarda la seconda prova devo dire che seppure era di una sola disciplina, nella realtà già abbracciava due materie se non tre, in quanto un compito di scienza degli alimenti già afferiva ad altro temi per essere sviluppato, come un compito economico ha per forza richiami giuridici e un compito di lingua straniera investiva l’aspetto tecnico economico. Quindi per noi non cambia moltissimo e i nostri compiti erano già multidisciplinari. Sull’orale dico che per noi il momento sull’alternanza è una tranquillità per tutti i mei ragazzi. La parte complicata potrà essere la prima parte, ovvero quella che in qualche modo ha abolito gli ambiti strettamente disciplinari, adesso più fortemente collegato alla lettura e all’analisi del testo e questa potrebbe essere la parte che può mettere in difficoltà i nostri studenti. La parte su Cittadinanza e Costituzione non ci dà problemi, perché sia nell’indirizzo Tecnico Economico, Alberghiero che nel Tecnico per il Turismo l’economia aziendale e le discipline giuridiche sono parte integrante del curriculum, per cui loro si portano dietro tutte le basi ricevute. Io mi sento di dire di non essere preoccupata, anzi, come ho detto ai ragazzi questo tipo di esame valorizza il percorso che state facendo. Certo è che ognuno fa secondo le sue possibilità e i suoi livelli. Personalmente non siamo frastornati. Io la rivoluzione la vedo limitata, ma capisco che in un ambito liceale come latino e greco e matematica e fisica possa essere un pochino sconvolgente. Secondo me però c’è un aspetto fondamentale da sottolineare: le scuole sono chiamate ad un lavoro molto, molto più parcellizzato di preparazione dei materiali rispetto alla commissione esterna, perché noi bisogna sperare che arrivino commissione veramente preparate, che sappiano veramente bene cosa fare e quindi noi bisogna tutelare i nostri ragazzi con un lavoro approfondito prima. Sulla questione credito io sono contenta che pesi un po’ di più la scuola, anche se in realtà questo peso maggiore alla scuola arriva in un momento in cui si sta svalutando il voto finale degli esami di stato, perché credo che con le prove invalsi che diventeranno poi propedeutiche all’ammissione, ciò che peserà sempre di più anche al livello europeo sarà la certificazione di competenze che verrà fuori da quel tipo di prova piuttosto che il voto. È un cambiamento – conclude la prof.ssa Tinti – che ci sta, più passa il tempo però e mi chiedo se sia giusto o sbagliato, ma non mi sembra un esame particolarmente complesso e innovativo, anche perché se qualcuno avesse affrontato l’esame di prima con una lettera più attenta della norma, in realtà si andrebbe a scoprire che si sta solo valorizzando ciò che già era nella norma, cioè il superamento dell’ambito strettamento disciplinare».

La vicepreside del Liceo Classico Guglielmotti e Liceo Artistico Stefania Turchetti, nonché docenti di lettere spiega la totale preoccupazione dei suoi studenti: «Premetto che non sono d’accordo su questo nuovo modello di maturità, o meglio, avrei preferito che entrasse in vigore dal prossimo anno e non così all’improvviso. Il Ministero ha cambiato tutto, dalla prima prova all’orale che è diventato peggio di un concorso a cattedra per noi docenti. Almeno noi l’argomento lo scegliamo il giorno prima e abbiamo ventiquattro ore per prepararlo, mentre i ragazzi dovranno giocare a tombola e questa è un’assurdità, per non parlare dell’alternanza e l’ambito su Cittadinanza e Costituzione. È una maturità che ricade in particolar modo sui più carenti e anche sui più bravi. La cosa che poi mi sconvolge è la questione sull’esposizione scritta: sono due anni che preparo i miei studenti al saggio breve e poi vengo a sapere che non ha più l’importanza di prima. Sono contraria a tutte queste modiche che mi stanno costringendo, tra l’altro, a restringere molto il programma».

Tg Ambiente – 19/4/2026
Italpress video
ROMA (ITALPRESS) - In questo numero del Tg Ambiente, prodotto dall'Italpress in collaborazione con TeleAmbiente: - Dall'Ue un bando per il turismo sos...
19 Aprile 2026