L’Istituto Don Milani ha celebrato la giornata della memoria
Scuola e Università
21 Febbraio 2019
L’Istituto Don Milani ha celebrato la giornata della memoria

CERVETERI – L’Istituto comprensivo Don Milani ha celebrato la giornata della memoria, con musiche e letture riguardanti il periodo della persecuzione degli ebrei. A fare un resoconto la professoressa di lettere Carmela De Crescentiis, referente del progetto che scrive: «Essendo il nostro un istituto ad indirizzo musicale, cosa di cui andiamo molto orgogliosi, guidati dai docenti di strumento, i nostri alunni si sono cimentati nell’esecuzione di due brani musicali, accompagnati dal coro degli alunni della classe 1T. Uno dei canti, dal titolo “Sotto bianche stelle”, è stato composto nel ghetto di Vilna all’inizio del 1943. Il testo è di A. Sutzkever e la musica di A. Brudno, un giovane musicista ebreo ucciso nel campo di Kluga nel 1944. E’ la più famosa canzone di resistenza, scritta dall’autore durante il periodo di clandestinità. Il secondo brano è un brano di deportati. Nacque nel 1933, in lingua tedesca, nel lager di Papenburg, ove vennero confinate le prime vittime del regime nazista. Titolo originale era “Moorsoldaten” (i soldati delle paludi) perché i prigionieri  erano occupati a prosciugare e bonificare le paludi. Un internato poi fuggito all’estero ne pubblicò la prima versione già nel 1935. In breve poi si diffuse in quasi tutti i campi di concentramento e cantata in varie lingue. Ho colto l’occasione per raccontare agli alunni di un campo di concentramento molto speciale, il campo di Terezin a 60 km da Praga. Era come una fiaba che faceva allontanare dalla realtà terribile del campo. Una delle opere usata come mezzo di denuncia fu il Requiem di Giuseppe Verdi. Invocando l’ira ed il giudizio di Dio, si invoca la fine del tiranno e la liberazione. I nazisti pensarono che gli ebrei avessero messo in scena quest’opera per se stessi, per la sorte toccata loro e per quello che stava per succedere. In realtà il Requiem fu suonato per i nazisti. Il 17 ottobre del 1944 tutti quei musicisti furono messi su un unico convoglio e spediti ad Auschwitz. I brani musicali sono stati intervallati dalla lettura di brani di ex- deportati e della bellissima e toccante poesia di Joyce Lussu “Un paio di scarpette rosse”». La professoressa De Crescentiis conclude ringraziando «gli alunni e soprattutto i colleghi dell’indirizzo musicale: Torchio, Bergamini,  Colone e Ugolini che svolgono un lavoro encomiabile, dando lustro alla nostra scuola», e i colleghi Di Cuonzo Daniela e Virgili Daniele per la scelta dei brani di lettura.

 

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