CIVITAVECCHIA – La ‘‘Buona scuola’’ non è solo quella dei libri e delle lezioni, della teoria e delle materie da insegnare. La buona scuola è fatta in primo luogo di persone, di rapporti che si costruiscono e si rafforzano nel tempo. La conferma arriva dalla scuola elementare ‘‘Gianni Rodari’’ di via Apollodoro. Una storia che, bambini e genitori soprattutto, sperano possa avere un lieto fine.
Protagonisti sono gli alunni della classe quarta, sezioni A e B e la loro insegnante, la maestra Serenella Rocchetti, che dal prossimo anno scolastico dovrebbe andare in pensione. La richiesta che arriva dalle famiglie, reiterata da novembre scorso a più livelli, dalla dirigenza scolastica fino al Ministero competente, è quella di far sì che l’insegnante, titolare delle classi, possa permanere in servizio nell’anno scolastico 2019/2020, pur avendo raggiunto il limite di età per la quiescenza «al fine di assicurare – si legge nella lettera inviata nei giorni scorsi all’Ufficio Scolastico regionale per il Lazio e, per conoscenza, al Ministero dell’Istruzione e al dirigente scolastico Roberto Mondelli – continuità didattica e formativa agli alunni e completare così il ciclo di studi della scuola primaria con la stessa insegnante».
Nella lettera viene messo in risalto il lavoro svolto in questi anni, la professionalità dell’insegnante che per i bambini è stata «come una mamma – proseguono ancora i genitori – attuando metodologie e strategie che hanno permesso una serena vita scolastica ed il raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati con ottimi risultati in tutte le discipline da lei insegnate. Si è evidenziata la competenza verso gli alunni diversamente abili che hanno frequentato la scuola volentieri e hanno usufruito di un progetto di integrazione mirato a colmare le diversità, a facilitare il lavoro e gratificare i risultati». La stessa insegnante si sarebbe resa disponibili ad effettuare il completamento del ciclo di studi ‘‘in qualsiasi forma e formula realizzabile’’, anche di collaborazione «pur di raggiungere, nell’esclusivo interesse degli alunni – hanno aggiunto – il completamento degli studi senza interruzioni didattiche».
Anche gli alunni hanno scritto una letterina, chiedendo proprio di poter far rimanere la loro insegnante: a dimostrazione che, alla fine, quello che si semina si raccoglie. Saranno gli uffici competenti, ora, a dare l’ok ad una possibile soluzione.

