Scuola e Università
9 Ottobre 2019
Made in carcere, anche il Calamatta all’evento con lo stilista Santo Versace

CIVITAVECCHIA – Anche il Calamatta all’iniziativa “Made in carcere-New philosophy and life style”.

Sabato scorso si è tenuta un’iniziativa presso la casa circondariale con il noto stilista Santo Versace a cui ha preso parte anche l’istituto cittadino rappresentato dalle professoresse Francesca Ciccioli e Simonetta Paluzzi.

Lo stilista «ha presentato nuove prospettive lavorative all’interno del carcere stesso, per coloro che sono sottoposti a trattamenti detentivi. L’intento – spiegano dal Calamatta – è quello di realizzare percorsi di formazione finalizzati alla produzione artigianale di abbigliamento e accessori, anche in vista di un futuro reinserimento socio-lavorativo per coloro che hanno subito condanne penali. Del resto ultimamente, l’industria del settore cerca un grosso numero di lavoratori di ogni livello e l’offerta non riesce a coprire il bisogno. A tal proposito – proseguono – lo stilista ha ribadito quanto la produzione italiana si distingua in fatto di qualità e di stile, sottolineando come la moda e le produzioni sartoriali italiane rappresentino un’importante voce dell’economia del nostro paese e di quanto facciano la differenza nel mondo».

Per l’istituto cittadino si tratta di considerazioni che confermano il valore e la spendibilità dell’indirizzo professionale Made in Italy presente «nel nostro Istituto – sottolineano dal Calamatta – dove studenti e studentesse acquisiscono competenze per ideare, progettare e disegnare collezioni di moda, realizzando artigianalmente capi di abbigliamento».

Soddisfatto dell’iniziativa anche il comitato locale Unicef che nei giorni scorsi ha voluto ringraziare tutti gli attori coinvolti nell’organizzazione dell’evento e, in primis, il direttore dei due carceri di Civitavecchia Patrizia Bravetti.