FORMELLO – La Lazio è rientrata stanotte. Soliti musi lunghi, ma ormai fa poco notizia. La squadra ha offerto pure discreta prestazione, ma senza portar a casa punti e collezionando l’ennesima sconfitta in una stagione in cui, a questo punto a metà classifica, una in più o una in meno nell’immaginario popolare fa poco la differenza. Mesta, a tante ombre e ben poche luci, rimane solo la semifinale di ritorno in Coppa Italia a Bergamo.
Ma a tener banco, a questo punto, diventa più ciò che ha colorato la serata del Comandante, Maurizio Sarri, e le sue dichiarazioni in conferenza stampa nel post gara. Al suo ingresso in campo è partita l’ovazione del Franchi: non si vedono tutti i giorni, scene di applausi scroscianti verso l’allenatore di una panchina avversaria, da quelle parti. Lui per tutta risposta sorride, si gira e saluta. In conferenza stampa poi non nasconderà il suo legame con la Firenze: “Gli applausi fanno piacere, i tifosi viola sono stati quelli che più mi sono stati vicino quando sono stato fermo, chissà se avrò mai la fortuna di allenare la Fiorentina”.
Parole che sanno di flirt. Il flirt stesso che continua a coltivare Paratici, direttore sportivo che in estate ricostruirà la Fiorentina del futuro e che soprattutto fu chi prese la decisione di eleggere Sarri come post Allegri alla Juventus. Insomma, la stima tra i due rimane immutata. Firenze lo sogna, Paratici farebbe carte false per riabbacciarlo, anche professionalmente.
Ma prima c’è la Lazio. L’annata è stata difficilissima. Quest’anno Sarri, ormai in sella, avrebbe accettato di tutto. Ha scelto da vero Comandante di restare al timone di un barca in tempesta e quasi alla deriva, tra mercato estivo bloccato e scelte invernali che sono andate puntualmente contro alle sue richieste. Insomma, tira aria d’addio, comunque. Sarri e la società Lotito in aperto contrasto, ormai da tempo. Se sarà separazione, a quel punto chissà: il sogno Firenze potrebbe diventare realtà.

