CIVITAVECCHIA – Un arrivo inaspettato a Civitavecchia in una calda giornata di settembre, poi quattro anni trascorsi in prima linea, alla guida di una delle compagnie più impegnative del Lazio. Oggi siamo ai titoli di coda e i Carabinieri salutano il loro comandante che passa a un nuovo prestigioso incarico. Il maggiore Marco Belilli ha concluso il suo percorso a Civitavecchia: ufficio sgomberato, chiavi dell’alloggio restituite; l’Arma lo vuole altrove e lui ha risposto “sissignore”, come fa un Carabiniere. Al suo posto il capitano Mattia Bologna, proveniente da Rogliano.
Marco Belilli è arrivato in città nel 2017: un ragazzone alto quasi due metri, con i gradi di capitano sulla giacca della divisa, il viso sbarbato e gli occhi curiosi di chi sa che ha ancora tanto da imparare. Quattro anni intensi che lo hanno visto crescere, non solo professionalmente. Il ragazzone alto due metri, proprio a Civitavecchia è diventato un uomo maturo, un marito esemplare, un papà premuroso. Ha ottenuto i gradi di maggiore, è diventato un bravo investigatore a giudicare dai casi risolti sul territorio e anche un buon comandante.
L’omicidio Compagnucci, l’uomo trovato morto in auto a Borgata Aurelia, lo scandalo dei falsi tamponi covid, tante inchieste per spaccio di droga con relativi arresti, furti nelle abitazioni, incendi nelle scuole fino a concorsopoli: Belilli può presentarsi al nuovo reparto con un palmarès di tutto rispetto.
Merito dei suoi superiori che gli hanno dato fiducia, come pure dei suoi militari che lo hanno sempre seguito e in alcuni casi anche indirizzato, prescindendo dal grado rivestito. Merito soprattutto suo che ce l’ha messa tutta e alla fine il segno lo ha lasciato. Al maggiore Marco Belilli diciamo grazie, sicuri che la sua carriera proseguirà brillante e ricca di risultati. Un in bocca al lupo al capitano Bologna per il lavoro che lo attende.
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