Omicidio Angeletti: non ancora trovato il secondo bossolo
Cronaca
15 Dicembre 2021
Rilasciata la salma. Sabato alle 11 il rito laico nei locali dell'Università della Tuscia
Omicidio Angeletti: non ancora trovato il secondo bossolo

TARQUINIA – E’ stato fissato per sabato alle 11, salvo imprevisti, il rito laico per salutare il professor Dario Angeletti. Un rito che, come anticipato, si terrà presso i locali dell’Università della Tuscia in piazza Verdi a Civitavecchia. È infatti arrivato il nulla osta per la consegna della salma alla famiglia del docente ucciso lo scorso sette dicembre con due colpi di pistola mentre si trovava nella sua auto, una Volvo v40 grigia, al parcheggio delle Saline di Tarquinia. Due colpi sparati a distanza ravvicinata sotto l’orecchio destro di Angeletti.

Intanto proseguono a tutto campo le indagini: agli inquirenti non convince il racconto di Cesaris, che di fronte al gip ha negato la premeditazione dell’ omicidio.

La macchina dell’ex funzionario tecnico dell’Università di Pavia si trovava sulla scena del delitto prima che arrivasse la Volvo V40 della vittima, e questo è un fatto.

Per cercare nuove prove, tuttavia, i carabinieri, con l’ausilio di un esperto, stanno passando al setaccio le apparecchiature informatiche sequestrate al presunto assassino.

Non è stato invece trovato il secondo bossolo né c’è traccia dell’arma che Cesaris – dopo aver sparato due colpi – ha gettato in una località a dieci km a sud di Tarquinia.

La ricercatrice di cui Cesaris era ossessionato potrebbe essere ascoltata nuovamente: secondo la versione dell’indagato fornita al gip, avevano continuato a scambiarsi dei messaggi e il loro rapporto era rimasto buono, nonostante una relazione precedente, durata quattro anni, alla cui fine il 68enne non si era rassegnato.

Lei era arrivata nel Viterbese perché, dopo anni di precariato, aveva finalmente vinto un concorso, prendendo servizio nel luglio del 2020.

Il Ris di Roma proseguirà, inoltre, gli accertamenti sull’automobile di Angeletti alla ricerca di tracce di Dna e impronte digitali, ma non è escluso che il tecnico, certamente un esperto, possa avere utilizzato dei guanti in lattice.

Cesaris, dopo il delitto, sarebbe tornato a casa e si sarebbe fatto una doccia per eliminare ogni traccia della polvere da sparo al fine di neutralizzare l’esito dello stub. Il gilet che indossava al momento del delitto sarebbe stato fatto sparire. Cardiopatico e diabetico, si trova ancora all’ospedale Belcolle di Viterbo ma a breve verrà trasferito in carcere.