Apoteosi Napoli. Lacrime di gioia. Arriva lo Scudetto matematico, con ben 5 giornate d’anticipo. L’attesa è finita: la festa può decollare, un popolo intero in estasi, strade italiane tutte azzurre. Un sentimento, una passione, un DNA. Oggi tornato al trionfo 33 anni dopo Diego, che guarda da lassù. Decisivo il punto all’ultima curva, quella di Udine, Osimhen pareggia Lovrin e consegna il paradiso al popolo azzurro. Squadra stanca, senza brillare, il minimo indispensabile; ma ben poco conta, il 4 maggio 2023 resterà inesorabilmente nella storia partenopea. Un Napoli che ha distrutto il campionato: successo sontuoso, dominando tutto e tutti, chiuso con ben 5 giornate d’anticipo.
I maxischermi, il Maradona, il Friuli, un popolo sparso per tutta Italia, per tutta Europa. Incredibile cosa possa fare il Football. Questa è la magia che amiamo. E Napoli resta un’istituzione, che da stasera torna nobile a guardar tutto il paese dall’alto verso il basso. Il trionfo di De Laurentiis, dal fallimento della C1 allo Scudetto: promessa mantenuta, in meno di 20 anni. Il trionfo di Spalletti: tempo galantuomo, adesso ha finalmente ottenuto la definitiva consacrazione nell’elite del calcio italiano. Un genio che scandisce intuizioni di rara genialità decennio per decennio. Il trionfo del gruppo, trascinato da Kvara e Victor, oggi gioielli diventati già leggende azzurre.

