Non sarà Alvaro Morata il prossimo attaccante della Roma. Il calciatore, nonostante legame storico e fraterno, quello con Paulo Dybala, si tira fuori dalle possibili opportunità per l’attacco giallorosso. Lo ammette tutt’altro che tra le righe, nel corso di un’intervista rilasciata nel corso del venerdì durante il ritiro precampionato in Messico coi suoi Colchoneros, l’Atletico Madrid. Perchè prima parla di quanto e come abbia tutt’altro che voglia o necessità di trovarsi una nuova sistemazione, anche se il suo legame con l’Italia è sempre particolarmente forte (vista moglie tricolore), ma ammette quanto e come altresì le vie del mercato siano infinite. “Sto lavorando e sono molto felice di essere in Messico con la squadra. Ho voglia di migliorare, lo sto facendo in questo pre campionato. Ma noi giocatori non controlliamo il mercato”. Poi due spunti, quelli più rilevanti, sulla Roma e su un nome mai banale, tantomeno nella sua carriera, quello di Josè Mourinho: Roma? Al momento non è un’opzione, non è nella mia testa. Mou? “È un grande allenatore, è stato lui a darmi l’opportunità di giocare la prima partita da professionista. Gli sono molto grato e gli auguro il meglio”. Insomma, parole e frasi totalmente inequivocabili. Non sarà Morata la punta della Roma. Magari tornerà in Italia, candidature di Inter (post Scamacca direzione Bergamo) e Juve (per storia e doppio passato) mai da accantonare definitivamente. Per questo Pinto continua a lavorare duramente intanto per un’alternativa, potenzialmente crack futuro, come Marcos Leonardo, nonostante lo stallo delle ultime 48 ore: c’è l’accordo sulle cifre, 10 milioni più 8 di bonus, manca quello su rate e soprattutto metodi di pagamento. Leonardo che potrebbe non esser l’unico attaccante nella caccia giallorossa, se Mou volesse un profilo più esperto: potrebbero esser dunque due gli attaccanti da metter dentro. Senz’altro arriverà un centrocampista, il nome è quello di Renato Sanchez. Prossime settimane decisive al fine di assecondare le richieste di José e spegnere ogni presunto malumore e dissapore tra tecnico e Tiago Pinto.

