L’Inter continua a cercare un centrocampista. Voleva sgrezzare Samardzic, poi come noto il papà col suo entourage hanno cambiato idea avanzando pretese e richieste economiche, sul più bello, che l’Inter ha ritenuto salutare. Per accordi presi in precedenza e saltati. Nel suo ruolo, comunque, resta Sensi, protagonista ancora nel precampionato, rientrato nel prestito al Monza. E lì, per quanto con caratteristiche diverse rispetto al calcio voluto da Inzaghi a centrocampo, c’è comunque bella scelta. Perciò sistemati i portieri e messo dentro almeno un centravanti come Arnautovic, adesso le attenzioni nerazzurre per le ultime due settimane di mercato si spostano sulla difesa. E si vagliano nomi. Perchè sono andati via in tanti, la stagione è lunga e non è detto che senza Skriniar, che resta comunque top player, l’Inter possa replicare la stessa seconda parte di stagione dell’anno appena passato. Per questo il sogno in prospettiva, per istruzione gasperiniana e soprattutto moderna interpretazione del ruolo, resta Scalvini dell’Atalanta. Costa quasi 30 milioni, cifre che in questo momento per un centrale l’Inter non si sente in dovere e potere di spendere. Semmai le richieste dovessero cambiare e l’Atalanta stessa dovesse aprire a nuove formule contemporanee e modalità di pagamento, allora il grande obiettivo per il presente e futuro dell’Inter potrebbe tornare di moda. Sull’interno destro di una difesa a tre che mantiene sempre Darmian ma che ha perso anche D’Ambrosio, è stato proposto Pavard: nome che può diventare da opzione a trattativa concreta nelle prossime ore. L’unica notizia certa è che nel frattempo l’Inter ha bloccato Tanganga, in palese uscita dal Tottenham. Qualora i nerazzurri dovessero procedere alla trattativa, se non dovessero trovare alternative più sexy o quantomeno allo stato attuale delle cose migliori, procederanno a chiudere la trattativa. C’è già chiaramente il sì del giocatore, pronto a sposare e rilanciarsi nel calcio italiano ormai da un anno, quando estate scorsa, quella 2022, era stato letteralmente ad un passo dal Milan. Milano evidentemente era e resta nel suo destino.

