Cambio di rotta a Siviglia. La squadra ha ripreso lo stesso cammino che caratterizzò la deludente campagna domestica della passata stagione, quella che nonostante la rivoluzione Sampaoli portò al ribaltamento primaverile in panchina: la scelta all’epoca di un signor navigato come Mendilibar per chiudere bene la stagione e sognare in Europa. Qualcuno che senza idee particolarmente contemporanee condusse comunque la squadra ad un finale di stagione tranquillo ma al contempo esaltante in Europa League, con la finale di Budapest vinta ai danni della Roma di Mourinho. Nonostante l’Europa del giovedì fosse dal doppio decennio dei 2000 la dimensione naturale del club indipendentemente da chi fosse la guida tecnica, il club decise di confermare Mendilibar. Il mercato estivo però, nonostante il ritorno di Sergio Ramos, ha disatteso le aspettative e la squadra verte al 14simo posto, a pochi punti dalla zona retrocessione. Insomma, cambia interpretazione calcistica, cambiano interpreti in panchina, il risultato domestico non cambia. E allora fuori pure Mendilibar, tra l’altro fin qui deludente pure in Champions League con 4 punti persi a cavallo tra Lens e PSV. Era già nell’aria, non ha superato la sosta: fatale l’ultima proprio prima dell’international break, insoddisfacente il 2-2 interno col Rayo Vallecano. Allora la dirigenza andalusa ha preso la sua decisione definitiva: fuori Mendilibar, prossima l’elezione del nuovo tecnico. La scommessa si chiama Diego Alonso, uruguaiano doc, una vita in America, alla prima esperienza in Europa dopo il bienno come erede di Tabarez sulla panchina della sua Celeste. Una scommessa. Nelle prossime ore sbarcherà in Andalusia per firmare il suo contratto che lo legherà al club biancorosso. Carattere e idee che effettivamente sposano matrice e tradizione del club: vediamo se stavolta dopo tanti avvicendamenti sarà quello giusto.

