Due settimane paradossali. Virtualmente sfiduciato dal suo presidente, il corteggiamento più o meno diretto a Conte, la momentanea respinta di un tecnico che ha manifestato il desiderio di restar con la famiglia e non subentrare in corsa. Per De Laurentiis niente Conte e nessuna alternativa di livello, per questo nonostante un Rudi Garcia due settimane fa direttamente o indirettamente sfiduciato, resta tutto intatto. Si va avanti con Rudi. Un uomo tutto di un pezzo. Ha resistito a grandine, tempesta e sosta. Nonostante risultati altalenanti e quel ko tecnico con la Fiorentina che ha fatto rumore, eccome. Ma domani a Verona c’è lui, in panchina e a bordocampo c’è lui. Si continua a Rudi. Poi il tempo narrerà. E come sarà domani in panchina c’è stato pure alla vigilia in conferenza a Castel Volturno, conferenza che ha evidentemente sfruttato per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. “Sono sereno e sono tranquillo – debutta così – Dico questo perché se risponderò con carattere alle vostre domande non mi fate passare come quello nervoso. Dire che non ho apprezzato il dopo Fiorentina è dire poco: una mancanza di rispetto nei miei confronti, l’ho vissuta così. Però ringrazio chi mi ha sostenuto, tra cui tanti tifosi in città per l’incoraggiamento. Ho trovato tutto molto esagerato e sproporzionato. Quello che conta è il mio lavoro con squadra e staff, durante la sosta ho poi avuto il sostegno dei miei dirigenti e ieri quello del Presidente. Sui giornalisti? Non mi sono mai nascosto mai nella vita e mai nello farò: deluso da chi mi ha fatto fuori troppo presto, ma adesso pensiamo solo al campo e Verona, la cosa importante”. Il resto solo campo. Massima attenzione a Verona. Campo ostico quello del Bentegodi. Serve ritrovare la retta via e farlo però soprattutto senza fermarsi. Udinese e Lecce avevano illuso, poi Real e Fiorentina. Da domani e per tutto il mese non c’è Osimhen. Forse gli toglie pure qualche pressione. Niente Raspadori: inizialmente tocca al Cholito, nella sua Verona. Tre punti: il resto conta poco.

