Tarquinia: il Comune spende quasi 500.000 euro per l’acquisto di Campo Cialdi anzichè procedere con l’espropriazione
Politica
2 Gennaio 2024
Tarquinia: il Comune spende quasi 500.000 euro per l’acquisto di Campo Cialdi anzichè procedere con l’espropriazione

TARQUINIA – Sulla vicenda dell’acquisto del terreno a Campo Cialdi a Tarquinia, interviene duramente Sinistra Italiana con una nota.

“Nell’ultimo consiglio comunale si è appreso che parte dell’area a nord di Tarquinia denominata Campo Cialdi è stata acquisita alla collettività per il suo valore storico-culturale, trovandosi nel cuore del centro cittadino, ad un prezzo superiore al valore di mercato (testualmente affermato dal Sindaco), perl’importanza del sito nell’ambito di un recupero complessivo di diverse aree della Corneto primigenia.

Recupero che è una lodevole iniziativa, quello che ci stupisce è sentir asserire in Consiglio comunale, ancheper bocca del Presidente dell’assemblea, che il valore sia stato sovrastimato per assicurarsene la proprietà ed evitare divenisse oggetto di compravendita fra privati.La legge però prevede che per simili fattispecie le pubbliche amministrazioni, ritenendo un bene particolarmente importante per le sue caratteristiche, laddove nel caso specifico si tratti di un terreno inedificato, possano procedere per via di “espropriazione” anziché per “rilancio”, che sparigli le offerteconcorrenti, a spese della collettività.

Ma ciò che più stupisce è il raffronto fra quanto pagato per quest’area di circa 4.180 metri quadri, ovvero 30.000 euro (già definiti dalla stessa amministrazione “sopra il valore di mercato”) e quanto invece pagato per un’area non molto più grande (6.055 mq) sita in via delle Croci, la cui acquisizione è stata invece approvata nel precedente consiglio e la cui destinazione finale è la stessa di quella al Campo Cialdi (parco pubblico attrezzato e aree di sosta): 480.000 euro, sedici volte tanto… una sproporzione notevole.La sensazione è che, viste le imminenti elezioni comunali, si ritenga più consigliabile procedere per via consensuale, piuttosto che utilizzando gli strumenti che la legge mette a disposizione delle pubbliche amministrazioni per perseguire la pubblica utilità al minor costo possibile per i contribuenti.