Sepsi batterica fulminante, neonato muore due giorni dopo il parto
Cronaca
22 Maggio 2024
Sepsi batterica fulminante, neonato muore due giorni dopo il parto

NAPOLI  – Una terribile tragedia ha colpito nei giorni scorsi una giovane coppia di sposi di Torre del Greco. La moglie, 28 anni, alla 41esima settimana di gravidanza, il 13 maggio scorso partorisce alla clinica “Stabia” di Castellammare il piccolo Antonio. Il neonato sta benissimo e si nutre regolarmente. Quando la mattina dopo, però la mamma si reca al nido per allattare Antonio, i medici spiegano alla donna che la situazione si è improvvisamente complicata e che il piccolo ha la febbre alta e deve dunque essere trasferito in una struttura meglio attrezzata. Il bambino viene portato al vicino San Leonardo di Castellammare, dove Antonio arriva già in condizioni molto gravi, con convulsioni, tachicardia, problemi respiratori, febbre a 40° e anche emorragie interne. Il neonato viene ricoverato in terapia intensiva pediatrica, intubato e sottoposto a drenaggi e trasfusioni, e i dottori, sospettando che sia in corso una grave infezione, iniziano una massiccia cura antibiotica, che tuttavia non porta gli effetti sperati. Nel dubbio che i problemi del neonato possano essere legati anche a una cardiopatia, il piccino nella notte tra il 14 e il 15 maggio viene nuovamente trasferito, questa volta all’ospedale Monaldi di Napoli, centro specializzato per la cardiologia prenatale, dove però i medici escludono problematiche di natura cardiaca, confermando però l’estrema gravità della situazione e assicurando ai genitori che stanno facendo tutto il possibile per cercare di identificare quale possa essere l’infezione. Si decide quindi di continuare a somministrare al bambino una cura antibiotica ad ampio spettro per combattere quella che è poi risultata essere una sepsi di natura batterica. Nel pomeriggio di mercoledì 15 maggio, le condizioni di Antonio precipitano e il piccolo – dopo diversi arresti cardiaci – cessa di vivere a meno di 72 ore dalla nascita. Sconvolti dalla perdita del loro piccolo, i genitori di Antonio vogliono che adesso sia fatta piena luce sull’accaduto e il papà, la sera dello stesso 15 maggio, presentato denuncia presso la stazione dei carabinieri di Torre del Greco, esponendo nel dettaglio tutte le circostanze e chiedendo all’autorità giudiziaria di accertare le esatte cause del decesso del neonato ed eventuali responsabilità da parte dei sanitari e delle strutture che lo hanno avuto in cura. Sulla scorta della querela presentata dal padre di Antonio, la Procura di Napoli apre un fascicolo d’indagine e – dopo aver posto sotto sequestro, acquisito e vagliato le cartelle cliniche – spicca i primi provvedimenti, con l’iscrizione nel registro degli indagati di tre medici che hanno seguito il piccino e la sua mamma e la disposizione dell’esame autoptico e di quelli istologici.