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    26 Maggio 2024
    Lacrime e milanismo, la notte di San Siro: valori e gratitudine, Milan e popolo rossonero salutano Pioli e Giroud

    Emozione. E quanta. Un altro finale di stagione. Altre lacrime, altri addii. Ancora pubblico rossonero tutto in piedi per congedare chi negli anni è stato veramente il Milan. Un Meazza che lo scorso giugno salutava commosso Zlatan, senza sapere che nei giorni successivi sarebbe stato sollevato anche il Malda, ma che nella notte dell’ultimo sabato sera stagionale ha definitivamente salutato un ciclo, un’era, costruita dal fondo Elliott e chiusa da Cardinale, Moncada e Furlani che dopo tanti anni evidentemente desiderano altro. E se ai giorni nostri i social pesano, solo lì che s’è attaccato Stefano Pioli. Mai a San Siro, mai dal vero popolo rossonero della realtà, che omaggia, saluta e tributa il tecnico emiliano per quanto passato insieme: 5 anni non sono due spicci, specialmente nel calcio moderno. Festa, abbracci, cori. Il Milan non dimentica nulla. Ecco perché tra tutti visibilmente emozionati e calciatori che vanno a lanciarlo al cielo, anche la Sud, oltre a striscioni lui dedicati, rilancia “Pioli’s on Fire”: “Senza troppi giri di parole, grazie di tutto Mr Pioli”, recita la Curva. Ricambia, emozionato, innamorato. E chiede di finire il discorso: “Avete messo il fuoco nel mio cuore. Rimarrà sempre acceso, e non vi dimenticherò”. Milanista vero. Che lascia come colonna spogliatoio Simon Kjaer, che parla di milanismo come la sua Danimarca, e naturalmente Oliver Giroud. Un altro duro, eterno centravanti vero dai gol pesantissimi, entrati dritti dritti nel cuore del milanismo. Non trattiene le lacrime, come nessuno. Lui, protagonista di uno degli scudetti più belli della storia rossonera, quello del 2022. Alla fine tra l’altro è finita 3-3, ma chiaramente punteggio e contenuti tecnico quale risultato finale erano quelli che contavano di meno: Leao, Giroud e Calabria prima della rimonta all’ultimo respiro di una Salernitana che, nell’allegra difesa rossonera, banchetta e consegna ulteriore dignità al finale di un campionato stregato, già matematico fanalino, verso un’estate che in tutto il mondo granata dovrà necessariamente significare ricostruzione. Un sabato sera in cui s’è chiuso un capitolo, lunghissimo, per tutti. Ed il popolo rossonero saluta, commosso. Notte da Milan, notte da milanismo purissimo.