Elezioni: Europee, amministrative e regionali Piemonte, l’8 e 9 giugno 47 milioni gli italiani al voto
Elezioni, Politica
6 Giugno 2024
Elezioni: Europee, amministrative e regionali Piemonte, l’8 e 9 giugno 47 milioni gli italiani al voto

ROMA – Quarantasette milioni di italiani, due milioni in piú rispetto a cinque anni fa, saranno chiamati sabato e domenica a votare i settantasei rappresentanti del nostro Paese nel Parlamento europeo di Strasburgo.

Si voterá sabato dalle 15 alle 23 e domenica dalle 7 alle 23 in tutti e 28 Paesi dell’Unione europea per un totale di 359 milioni di aventi diritto al voto: a loro il compito di eleggere i 720 parlamentari che siederanno nell’emiciclo di Strasburgo. Molti italiani però non sono chiamati a votare solo per le europee visto che il week end elettorale avrá anche una appendice amministrativa.

Dovranno infatti essere rinnovate le amministrazioni di 3.528 comuni tra cui 29 capoluoghi di provincia e sei capoluoghi di regione: Bari, Cagliari, Firenze, Perugia, Campobasso e Potenza. Infine si voterá anche per eleggere il nuovo presidente della Regione Piemonte, in una corsa a tre tra il presidente uscente e candidato del centrodestra Alberto Cirio, il candidato del Partito democratico, ma votato anche dai centristi di Italia Viva, Piú Europa e dall’Alleanza verdi-sinistra, Giovanna Pentenero, e il candidato del Movimento 5 stelle Sarah Disabato.

Al voto europeo si arriva dopo un’ondata di polemiche tra maggioranza di governo e opposizione sulla scelta dei leader di partito di candidarsi o meno al Parlamento di Strasburgo. La premier Giorgia Meloni ha deciso alla fine di presentarsi come capolista di Fratelli d’Italia in tutte e cinque le circoscrizioni elettorali: Nord Occidentale Nord Orientale, Italia Centrale, Italia Meridionale e Isole. Il segretario di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio Tajani sará capolista in quattro delle cinque circoscrizioni e così anche il leader di Azione, Carlo Calenda. Per la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, la scelta è caduta, dopo una lunga riflessione e qualche polemica interna al partito, solo su due circoscrizioni, Isole e Centro, dove sará ovviamente capolista.

Anche Matteo Renzi, leader di Italia Viva ha deciso alla fine di candidarsi in tre circoscrizioni ma come ultimo della lista di partito e cioè all’ottavo posto. Fra l’altro, dei leader nazionali, l’ex premier è l’unico che ha annunciato che qualora eletto prenderá effettivamente possesso dello scranno a Strasburgo, attaccando i colleghi per una scelta definita “un presa in giro”. Insomma piú o meno tutti i leader dei maggiori partiti – tranne Matteo Salvini che non è presente in nessuna lista della Lega ed ha lasciato gli onori della cronaca al contestato generale Roberto Vannacci, presente in tutte le circoscrizioni e capolista al Centro e al Sud – hanno deciso di puntare anche sul loro nome e sulla loro popolaritá per cercare piú consensi possibili. In una sorta di conta elettorale.

Come detto, sabato e domenica, gliitaliani dovranno scegliere i 76 deputati che li rappresenteranno al parlamento di Strasburgo. E saranno le assise europee a decidere a maggioranza i componenti degli organismi comunitari, dalla Commissione Ue al Consiglio europeo. Una partita ovviamente tutta da giocare sulla base del risultato elettorale, anche se tutti i sondaggi circolati alla vigilia del voto dicono che l’attuale maggioranza politica al Parlamento europeo sará alla fine riconfermata e resterá tale. Insomma i Popolari europei, di cui fa parte anche Forza Italia, e i Socialisti, di cui fa parte il Partito democratico, resteranno quasi certamente maggioranza e saranno loro, cercando magari consensi anche tra i Conservatori, ad eleggere il successore di Ursula von der Leyen. Che potrebbe anche essere lei stessa e perciò, alla fine, anche riconfermata nonostante molti esponenti europei sostengano la necessitá di cambiare.

Come noto, a differenza del sistemaper le elezioni amministrative, per la tornata europea è in vigore il sistema proporzionale. Per i comuni, infatti, il sistema varia in base alla popolazione: per quelli con piú di 15 mila abitanti è previsto un primo turno e qualora nessun candidato raggiungesse il 50 per cento +1 dei voti si andrebbe al ballottaggio fra i due esponenti piú votanti.Per i Comuni sotto i 15 mila abitanti viene eletto sindaco chi raccoglie piú voti, indipendentemente dalla percentuale. Il voto amministrativo, che come si diceva coinvolge 3.528 Comuni italiani e una Regione, pur limitato, servirá a misurare la temperatura delle singole forze politiche, insieme ovviamente a quello europeo, dove non si votano le alleanze ma i singoli partiti.

Particolarmente interessanti lesfide di Bari – cittá segnata dalle inchieste giudiziarie dei mesi scorsi e dove il centrodestra cerca il colpaccio dopo anni di governo del centrosinistra – e Firenze, dove il candidato unitario sostenuto dai partiti di governo, l’ex direttore degli Uffizi Eike Schmindt, cercherá di mettere fine ad anni di governo del centrosinistra, sfruttano anche la divisione fra Pd e M5s che hanno indicato due candidati differenti, Sara Funaro e Lorenzo Masi. Forse, sotto il profilo amministrativo, il risultato che si attende con piú curiositá e quello relativo alla nomina del nuovo presidente della Regione Piemonte. Insieme ovviamente ad un altro dato che sará molto significativo, quello dell’astensione che voto dopo voto, da anni ormai, continua a calare ad ogni chiamata alle urne e che anche questa volta rischia di essere il primo partito italiano.

 

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