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    Cronaca
    12 Giugno 2024
    Roma – Violenza sessuale, Borgese non risponde al gip

    ROMA – Ha raggiunto il tribunale di Roma a piedi, da solo. Davanti al gip ha deciso, però, di non rispondere avvalendosi della facoltà che hanno gli indagati. Simone Borgese, il 39enne arrestato nei giorni scorsi dalla polizia per la violenza su una studentessa e già condannato per altri due episodi, è comparso per pochi minuti davanti al Giudice per le indagini preliminari, Maddalena Cipriani.

    “Non intendo sostenere l’interrogatorio”, ha sostanzialmente detto l’uomo accompagnato dal suo difensore.

    Per lui il giudice ha disposto gli arresti domiciliari non accogliendo la richiesta della Procura che, invece, aveva sollecitato il carcere.

    Alla luce di questa decisione i pm titolari del fascicolo hanno presentato istanza al tribunale del Riesame per chiedere l’aggravamento della misura. Nell’ordinanza il giudice afferma che sussiste il “concreto pericolo” che Borgese commetta “delitti della stessa specie di quello per cui si procede”. Un pericolo che, scrive il magistrato nell’ordinanza applicativa di misura cautelare, sarebbe “desumibile dalle modalità delle condotte, che dimostrano la volontà di sopraffazione dell’uomo cui fa da contorno al circostanza che il Borgese ha precedenti specifici”.

    All’uomo è contestata la violenza sessuale aggravata per un episodio avvenuto l’8 maggio scorso, lo stesso giorno del 2015 quando abusò di una tassista. Una serialità, un modus operandi che non fa escludere agli inquirenti la possibilità che l’uomo sia autore di altri episodi. Il copione dell’ultima violenza è praticamente sovrapponibile a quello messo in atto 11 anni fa e costato a Borgese una condanna a 7 anni e mezzo, già scontata.

    Anche la zona scelta per le aggressioni: strade isolate non molto distanti da Piana del Sole. Ad insospettire gli inquirenti inoltre la ‘sicurezza’ mostrata alla studentessa avvicinata in pieno giorno mentre si trovava alla fermata degli autobus sulla Magliana per tornare a casa. L’aggressore l’ha avvicinata con la scusa di chiederle alcune informazioni stradali e l’ha convinta a salire in auto, fingendo di avere il cellulare scarico. Colta di sorpresa e vedendolo in serie difficoltà, si è fidata ed è salita a bordo. A quel punto ha iniziato a farle avances sempre più insistenti. Poi si è diretto in una zona isolata e avrebbe abusato di lei. Solo dopo le ha restituito lo smartphone e l’ha riaccompagnata nei pressi di Villa Bonelli. La ragazza si è prima confidata con un’amica poi ha raccontato tutto ai genitori. Grazie alla descrizione fornita agli agenti e all’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, che puntano sul percorso si è arrivati a lui. “I filmanti – scrive il gip nell’ordinanza – hanno da un lato dato un riscontro al racconto della vittima e dall’altro sono stati utilizzati per arrivare all’identificazione di Borgese”.