Parigi 2024, Fate nella storia: Esposito argento 96 anni dopo, Civitavecchia in paradiso
Sport
30 Luglio 2024
Parigi 2024, Fate nella storia: Esposito argento 96 anni dopo, Civitavecchia in paradiso

E comunque vada a finire sarà storia. Comunque. Quella che hanno scritto martedì sera le Fate, le regine della ginnastica artistica azzurra, che imprimono solennemente e per sempre il loro nome nella storia del Bel Paese con un argento straordinario, emozionante, da squadra vera, da squadra unica, da sentimento unico. Le Fate hanno vinto la medaglia d’argento nella finale, qualcosa di stellare, un traguardo epocale, che si candida già a diventare come uno dei successi più indelebili che ci lascerà la trentatreesima dei giochi olimpici, quella di Parigi 2024. Nella capitale transalpina prestazione straordinaria, secolare, quella che Manila Esposito, Elisa Iorio e Giorgia Villa, Angela Andreoli, Alice D’Amato, chiudono soltanto dietro gli Stati Uniti, evidentemente trascinati da un’aliena come Biles. Un traguardo che significa storia per sempre, storia quasi secolare, per l’appunto, perché in questa disciplina non fioccava una medaglia, pensate, dal remotissimo 1928. 96 anni fa. Difficile spiegar parole. E quando escono verdetti e punteggi totali può partire la festa. Strepitose D’Amato e Iorio alle parallele, straordinaria Esposito, che da stasera entrerà per sempre nella storia di Civitavecchia, la sua città, quella dove è cresciuta, prima di affliggere il suo marchio e la sua firma nella storia non solo azzurra ma delle Olimpiadi. Lei, atleta AS Gin, vanto di una città intera. Stellare, tra trave e volteggio. Emozioni e lacrime. Tangibili, spaziali. Adesso soprattutto eterne.