Lazio, abissi e notte fonda: horror all’Olimpico, Mantova corsaro
Sport
17 Agosto 2026
Lazio, abissi e notte fonda: horror all’Olimpico, Mantova corsaro

ROMA – Uno dei punti più bassi degli ultimi decenni di storia laziale. Addirittura costretta a ripartire dai trentaduesimi di una Coppa Italia in cui, nonostante le abnormi difficoltà del Sarri bis, la Lazio era comunque finalista. Ebbene, tre mesi dopo già fuori dalla competizione.

Per mano del Mantova, squadra di B, che tra i sonni laziali fa la voce grossa all’interno di un Olimpico sostanzialmente deserto per cronica contestazione a proprietà Lotito. Debutto horror per Gattuso, che si prenderà ogni responsabilità, ma che anche questa sera ha fatto veder troppo poco, se non il nulla. Contro una squadra cadetta, se ti chiami Lazio, inammissibile.

Gloria per i virgiliani, splendidi a chiudere ogni trama di una lenta, prevedibile e colpevolmente superficiale Lazio; quindi a colpire nella ripresa, con doppio assist gioiello di Bragantini e primo tap-in di Ruocco quindi il raddoppio a tempo scaduto di Cajazzo. Per l’incredulità di panchina, Frattesi al debutto e tribuna; ma soprattutto per i pochissimi intimi presenti sugli spalti.

Sui social spopola rabbia e constatazione, nella speranza popolare che un giorno patron Lotito “liberi” la Lazio. Abissi, puri abissi. Festa grande per il Mantova di Modesto: sotto la Sud, sotto al settore ospiti, festa e selfie. Tutto strameritato, momenti di gloria. Ma dall’altra parte, notte fondissima.