Una giornata di campionato che tra mille fibrillazioni del mercato di riparazione che nella serata di lunedì volgerà definitivamente al termine ha narrato tanto, eccome. Piena di contenuti, lassù. Una giornata che non ha cambiato destini o descritto allunghi, ma che spiega quanto quel duello al titolo tra Inter e Napoli, con quel Conte che cercherà ancora una volta di sovvertire valori e scalzare una creatura da lui costruita come sussurra la sua mano nei suoi anni nerazzurri, sarà da cavalleria rusticana e destinata a intrattenere gli appassionati e minacciare le coronarie delle loro tifoserie fino all’ultimo respiro. Alla fine, tra mille tensioni e tanta sfortuna, l’Inter strega la maledizione Milan all’ultimo respiro e si porta a casa almeno un punto. Si temeva comunque l’allungo partenopeo, soprattutto visto l’ampio turnover di Ranieri: ma la Roma è tornata squadra vera e stavolta è il Napoli ad incassare all’ultimo respiro. All’Olimpico infatti l’appuntamento finale di una blasonata domenica di Serie A finisce uno a uno: passa il Napoli col più classico dei gol dell’ex stavolta non firmato Lukaku (fischiatissimo) ma addirittura Spinazzola in percussione, pareggia meritatamente la Roma in pieno recupero col diagonale forte di mezzo esterno d’Angelino che beffa cuori e resistenza azzurra. La Roma oggi è squadra vera e forte, ma non c’è tempo per rimpianti. Quando cambi così tanti undicesimi ma combatti la capolista e nel finale senza mai arrenderti vieni pure premiato scardinando una delle migliori roccaforti d’Europa come quella stampo Conte.. significa tanto. I leader del vecchio ciclo di mourinhana o derossiana memoria e i nuovi, finalmente squadra. Ecco perché può sognare tra Coppa Italia e stessa Europa League, se la Roma è questa. Ecco perché il punto vale tanto, così come l’urlo liberatorio dell’Olimpico. Un boccone stavolta amarissimo da digerire per Conte che aveva pregustato ennesimo colpaccio e uno a zero, allungo in classifica sull’Inter e grande slam come nove punti su nove tra Atalanta, Juventus e Roma. Tutto senza Kvara, con meno di 24 ore per trovarne sostituto. Nel post gara Conte e la sua mentalità certamente non mascherano delusione ma con solita schiettezza e parole forti alimenta la sua determinazione: “Veder la Roma esultare così spiega quanto siamo temuti. Sette punti su nove contro loro, Atalanta e Juve.. avrei firmato. Pareggiare all’Olimpico ci sta, c’è rammarico perché avevamo spiegato 15 volte come segni la Roma..”. Il Napoli resta dunque momentaneamente in testa da solo, ma già giovedì l’Inter può rimettere i conti a posto: se vince il recupero a Firenze, sarà aggancio. E allora sì che può esplodere il duello Scudetto..
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2 Febbraio 2025
Urlo Olimpico, Angelino all’ultimo respiro: Napoli stavolta inchiodato, Conte non scappa

