ROMA – Riceviamo e pubblichiamo dall’Associazione TrasportiAmo.
“Come l’anno scorso l’Associazione TrasportiAmo torna ad esprimere la sua contrarietà all’ipotesi riproposta da Roma Capitale e da Atac di aumentare del 33% il costo del BIT, il titolo di viaggio più utilizzato, portandolo da 1,50 a 2 euro. Prima ancora di parlare di ritocchi al rialzo delle tariffe, che colpiscono i pendolari e le fasce socialmente deboli in un contesto economico già alquanto difficile, pensino piuttosto a recuperare i 90 milioni di euro che ogni anno sfumano nell’evasione tariffaria, a garantire una rete di trasporto realmente integrata e all’altezza dei cittadini, e a risolvere le inefficienze croniche di produttività e offerta di servizio che continuano a risultare in negativo negli indicatori e a pesare sui bilanci.
Aspettiamo la decisione della Regione Lazio, che, tra l’altro, l’anno scorso per scongiurare questa ipotesi ha portato e trasferito al fondo per il TPL capitolino 252 milioni di euro e per il 2026 ha già previsto un ulteriore incremento a 260 milioni di euro per ciascuna annualità 2026-2028. Non è accettabile scaricare l’onere su chi usa i mezzi ogni giorno. Continueremo a vigilare e a opporci con fermezza”.

