Resurrezione Carrick e Manchester di nuovo United, ma l’Arsenal non azzanna: Premier ancora aperta?
Sport
18 Gennaio 2026
Resurrezione Carrick e Manchester di nuovo United, ma l’Arsenal non azzanna: Premier ancora aperta?

MANCHESTER – Alla fine la fame, la voglia di lottar e saltar prima possibile su ogni pallone, restar corti e pronti a ripartire affamati, hanno fatto tutta la differenza del mondo. Il minimo richiesto dal popolo d’Old Trafford, quel senso d’identità e soprattutto DNA per troppo tempo smarrito. Un sabato quasi resurrezione per tutto il Manchester United, una ventata liberatoria, quella portata da quel Carrick suggerito da Ferguson che traghetterà, sì, ma le sue carte se le giocherà eccome. Battuto il Manchester City, derby ai Red Devils, una ventata d’aria fresca e passione vecchie maniere che entusiasma Sir Alex stesso, emozionato e contento, lassù in tribuna. Ko Guardiola, che stavolta sottolinea la differenza d’atteggiamento, l’aspetto più importante, la conditio sine qua non. Una sconfitta che può pesare nei destini Premier 25/26, quei destini che l’Arsenal continua a mantener saldamente tra le proprie mai, pur fallendo però l’occasione di uccidere il campionato. Il Man City ha perso punti, tanti, in questo avvio d’anno solare; la sconfitta d’Old Trafford goccia mediatica di mezzi passi falsi tra Sunderland, Chelsea e Brighton. Naturale destinazione. Ma Arteta, che aveva la possibilità di azzannare e uccidere la prede, dopo il pari a reti inviolate col Liverpool non è riuscito a scardinar nemmeno la roccaforte di Sean Dyche, quella di Nottingham. Ecco perché il vantaggio in classifica resta a +7. (Attenzione a non dimenticar mai i sogni del Villa, meno candidata per potenzialità chiaramente a rivaleggiare i Gunners, ma che silenziosamente potrebbe tornar stasera a -4). Importante, saldo, ma non ancora decisivo. Questo il messaggio diramato dal sabato oltremanica più atteso delle ultime settimane: la Premier, in qualche maniera, resta ancora aperta.