Civitavecchia – Unione Musicale, debiti da 160 mila euro: la Guardia di Finanza acquisisce gli atti al Pincio
Cronaca
20 Gennaio 2026
Civitavecchia – Unione Musicale, debiti da 160 mila euro: la Guardia di Finanza acquisisce gli atti al Pincio
L’accesso, avvenuto giovedì scorso, è stato disposto nell’ambito di un’attività ispettiva avviata dalla Corte dei Conti, a seguito di un esposto

CIVITAVECCHIA – La Guardia di Finanza è intervenuta nei giorni scorsi negli uffici comunali del Pincio per acquisire la documentazione relativa alla delibera di giunta che ha sanato circa 160 mila euro di debiti dell’Unione Musicale Civitavecchiese nei confronti del Comune. L’accesso, avvenuto giovedì scorso, è stato disposto nell’ambito di un’attività ispettiva avviata dalla Corte dei Conti, a seguito di un esposto presentato nei mesi scorsi.

Il mandato della magistratura contabile prevede anche la trasmissione alla Procura di Civitavecchia di eventuali profili penalmente rilevanti che dovessero emergere dall’analisi degli atti.

La delibera finita sotto esame, approvata nel dicembre 2024, ha regolarizzato l’occupazione dell’immobile comunale di via Bramante da parte dell’associazione, compensando l’indennità maturata tra il 2015 e il 2024 – periodo in cui l’immobile sarebbe stato utilizzato senza un valido titolo – con una serie di prestazioni e interventi. In particolare, la compensazione è stata quantificata attraverso 82 esibizioni della banda Puccini, lavori di manutenzione straordinaria e ulteriori interventi futuri stimati in circa 45 mila euro.

La questione era approdata anche in Consiglio comunale, dove una mozione dell’opposizione volta alla revoca dell’atto è stata respinta con 14 voti contrari. Il dibattito era stato particolarmente acceso per la partecipazione al voto del sindaco Marco Piendibene, contestata dalla minoranza per un presunto conflitto di interessi legato alla presenza di familiari del primo cittadino all’interno dell’associazione. Il sindaco, va ricordato, non aveva invece preso parte alla seduta di Giunta che aveva approvato la delibera.

Nel corso del confronto consiliare, l’opposizione aveva sollevato diverse criticità: dalla mancanza di alcune fatture alla contabilizzazione di eventi svolti durante il periodo del lockdown, fino all’inserimento di lavori futuri tra le voci di compensazione e alla mancata iscrizione dell’associazione al Registro unico del terzo settore (Runts).

Dopo la bocciatura della mozione, definita dai gruppi di minoranza come un tentativo di “annullamento in autotutela” degli atti, l’ex consigliera comunale Fabiana Attig ha presentato un esposto alla Corte dei Conti e all’Anac, a cui ne sarebbe seguito almeno un altro. Da qui l’intervento della procura regionale della Corte dei Conti, che ha incaricato le Fiamme Gialle di ricostruire l’intera vicenda, partendo dal primo contratto di locazione dell’immobile fino alla documentazione più recente, riferita al 2024 e al 2025.

Secondo quanto emerso, parte degli atti richiesti non sarebbe immediatamente reperibile negli uffici comunali, tanto da rendere necessaria la convocazione presso la caserma della Guardia di Finanza del funzionario responsabile dell’Ufficio Patrimonio, chiamato a fornire documentazione integrativa e primi chiarimenti.

Al centro dell’indagine vi sono in particolare i criteri utilizzati per quantificare l’importo oggetto di compensazione. Dagli accessi agli atti effettuati dai consiglieri di Fratelli d’Italia, infatti, non risulterebbero né molte delle richieste formali per le esibizioni della banda, né un documento che stabilisca preventivamente il costo di ciascun intervento, valore che sarebbe stato ricavato solo successivamente sulla base della cifra complessiva da compensare e del numero di concerti riconosciuti dal Comune. Alcune esibizioni, inoltre, risulterebbero collocate in periodi coincidenti con le restrizioni anti-Covid.

Ulteriore nodo riguarda la mancata iscrizione al Runts, che – come ammesso dallo stesso sindaco in Consiglio comunale nell’agosto scorso – era ancora in fase di istruttoria. Un elemento che potrebbe incidere non solo sul canone del nuovo contratto, ridotto dell’80% proprio in virtù della presunta iscrizione, ma anche sulla quantificazione dei debiti pregressi, che potrebbero risultare sensibilmente più elevati.

Una vicenda complessa, rimasta irrisolta sul piano politico-amministrativo, che ora passa al vaglio degli organi giurisdizionali, con possibili conseguenze sul piano delle responsabilità per amministratori e dirigenti comunali.