CIVITAVECCHIA – “Una confessione non piena”.
Non lasciano spazio a dubbi le parole del procuratore Liguori in conferenza stampa sulle dichiarazioni rese da Claudio Carlomagno nell’udienza di convalida al Tribunale di Civitavecchia.
“L’inquisito ha dato una sua versione sulla quale ci sono delle evidenze tutte da verificare – dice – a partire dalla tempistica. Non è materialmente possibile, infatti, che in un lasso di quaranta minuti, ossia tra le 6.30 e le 7.15, si possa discutere con una persona, litigarci, ucciderla e ripulire tutte le tracce.
I casi quindi sono due: o l’assassino ha pianificato tutto in maniera meticolosa e puntuale oppure esiste un complice che, anche in maniera inconsapevole e non volontariamente, lo può aver aiutato.
La Procura dunque sta vagliando con attenzione ogni singolo aspetto della triste vicenda per fare luce sui punti ancora da chiarire.
Si tratta in sostanza, come ha sottolineato il procuratore Liguori, di: “Una confessione non piena sulla quale proseguono i riscontri e le verifiche, poichè Carlomagno ha narrato ciò che voleva narrare.
Quello che invece è assolutamente sconvolgente – conclude il procuratore Liguori – è l’assoluto distacco dell’omicida, provato sì fisicamente e mentalmente da quanto accaduto, ma del tutto privo di pentimento e empatia con la vittima.”

