TORINO – E quasi come a raccogliere di specchio riflesso la luce della fiamma olimpica arrivata domenica tra le colline di Valdobbiadene, Conegliano torna sul tetto della pallavolo italiana. Ancora loro, ancora le due istituzioni dei giorni d’oggi, ancora le trevigiane contro chi, nel momento più importante, aveva tolto loro scettro di campionesse del mondo, quella Scandicci condita d’oro iridato a San Paolo in Brasile. Era il primo trofeo domestico della pallavolo italiana, la Coppa Italia, e stavolta tornano a gridare le Pantere. Tre set combattutissimi, punto a punto, ma alla fine tre set a zero. 31-29, 26-24, 27-25. Onore alle avversarie, mai dome. Fa capire come sia stato un derby Mondiale, tra due massime potenze, le migliori a livello planetario in questo momento. E proprio questo è l’aspetto da risaltare: per ammirar la grande pallavolo femminile, i riflettori del Pianeta vertono tutti in Italia, oggigiorno. Certamente non se l’è persa Torino, quest’occasione. All’Inalpi Arena tutto esaurito: 13mila persone, numero traboccante, numero record. Stavolta impotente Antropova, la scena se la prende tutta Gabi. Festa grande nel trevigiano. Per Conegliano infatti si parla dell’undicesima stagione consecutiva al successo, almeno un trofeo vinto. Numeri straripanti, numeri che oggi accostano quindi anche l’ottava Coppa Italia della propria storia a 8 scudetti, già in cassaforte. Una bacheca così lucente, così blasonata, così vasta di gioie e prestigio. Parliamo, pensate, del trentesimo trofeo degli ultimi dieci anni. E non si sono stancate: sarà ancora battaglia, da qui fino alla fine, anche nella lotta Scudetto. Che ci gusteremo, altroché.

