ROMA – Un centro assistenza per cellulari trasformato, secondo quanto emerso dai controlli, in un deposito di dispositivi smontati e privi di elementi identificativi. Per questo il Questore di Roma ha disposto la sospensione della licenza per 20 giorni nei confronti del titolare dell’attività, denunciato all’autorità giudiziaria con l’accusa di ricettazione.
L’intervento è stato effettuato dagli agenti della Polizia di Stato della Divisione Amministrativa della Questura in un negozio di via Alfredo Cappellini, ufficialmente destinato alla riparazione e alla vendita di smartphone. Durante l’ispezione, i poliziotti hanno riscontrato che la quasi totalità dei telefoni presenti all’interno risultava non funzionante e smontata per il recupero di pezzi di ricambio.
In particolare, molti dispositivi erano privi dei codici identificativi, elemento fondamentale per risalire alla provenienza e al legittimo proprietario. Una circostanza che, in assenza della documentazione di presa in carico per la riparazione, rende impossibile ricostruire la titolarità dei cellulari.
Tra le decine di apparecchi rinvenuti, soltanto uno è risultato integro e funzionante. Alla richiesta di spiegazioni sulla sua provenienza, il titolare non avrebbe fornito indicazioni ritenute convincenti. Gli accertamenti successivi hanno consentito di appurare che quello stesso smartphone era stato denunciato come smarrito dal proprietario nel mese di dicembre.
Alla luce degli elementi raccolti, per l’esercente è scattata la denuncia per ricettazione. Parallelamente, l’istruttoria avviata dalla Divisione Amministrativa si è conclusa con l’emissione di un provvedimento di sospensione della licenza ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
L’attività resterà chiusa per i prossimi venti giorni.

