Sapevamo che fosse un’edizione straordinariamente complicata in quanto competitiva di Indian Wells. Ma forse nemmeno noi, tifosi o addetti ai lavori, potevano immaginare un finale così. Un epilogo in cui gran parte dei protagonisti e favoriti crollassero, alla distanza. Se fece specie l’eliminazione dell’eterno Djokovic agli ottavi con Draper, fa ancor più clamore e notizia quella di stanotte: quella del numero uno al mondo, Carlos Alcaraz, crollato sotto i colpi del vero Medvedev, che adesso sì, s’è ritrovato, e sul cemento è tornato una potenza. 6-3 e 7-6: incredibile ma vero. Sfuma il sogno californiano di ammirare qui per la prima volta la finalissima generazione, tra Carlos e Jannik, quel Sinner che ha comunque lui sì rispettato i pronostici ed eliminato Zverev. Ma stanotte, e dunque stamani, giusto che prima della finalissima le copertine vadano a Medvedev, perché ha fatto un’impresa. Col nuovo tecnico s’è ritrovato, eccome: dopo Brisbane e Dubai può andar a vincere (speriamo di no) un altro titolo. Torna in finale di un Masters 1000 dopo due anni, e questo rende bene l’idea di come si sia ritrovato. Alcaraz interrompe sul più bello una serie di successi che perdurava da 16 gare. Meglio per Jannik, che può stasera accorciare in termini di ranking ATP. Ma non sarà per nulla semplice: Medvedev è tornato, e stanotte l’ha spiegato al mondo.

