di Samuele Sansonetti
VERONA – Tra gli assaggi più interessanti raccolti a Vinitaly, Vallepicciola si distingue per un percorso di degustazione completo e coerente, capace di spaziare tra vitigni internazionali e identità territoriale, con il Sangiovese sempre al centro della scena.
Il viaggio inizia con il Perlinetto Rosé (100% Pinot Nero), metodo classico a dosaggio zero che sorprende per precisione e freschezza. Croccante, diretto, con una bollicina fine che accompagna il sorso senza mai appesantirlo: un’apertura dinamica e convincente.

Si prosegue con il Vallepicciola Bianco (100% Chardonnay), una delle etichette più riuscite della degustazione. Il legno è ben integrato e regala profondità e rotondità, mantenendo sempre equilibrio e tensione. Un bianco gastronomico, capace di accompagnare l’intero pasto.
Il Pinot Nero viene declinato in due interpretazioni distinte. Il Pievasciata Pinot Nero 2023 gioca su freschezza e immediatezza, con un profilo fragrante e una beva agile, mentre il Boscobruno aggiunge complessità ed eleganza, con una struttura più definita e una chiusura più persistente. Due letture diverse dello stesso vitigno, entrambe convincenti.
Il cuore della degustazione resta però il Sangiovese, proposto in una progressione che mette in luce le diverse sfumature del territorio.
Il Chianti Classico colpisce per equilibrio e completezza: non un semplice entry level, ma un vino già maturo nella sua espressione, dove freschezza, struttura e aromaticità convivono armoniosamente.
La Riserva 2022 aggiunge profondità e finezza, con un uso del legno ben calibrato e una prospettiva evolutiva interessante. Si tratta di un vino già godibile, ma capace di crescere nel tempo.
La Gran Selezione Vigneto “Lapina” rappresenta il vertice qualitativo della linea: un Sangiovese ampio e stratificato, con note di tabacco, cuoio e una complessità aromatica che si sviluppa progressivamente nel bicchiere.

Chiude il cerchio il Vallepicciola Rosso, interpretazione “supertuscan” del Sangiovese in purezza: struttura importante, profondità e grande potenziale di invecchiamento, senza rinunciare a una piacevolezza già evidente.
A completare la gamma, due vini di respiro internazionale. Il Mordese (Cabernet Franc) si distingue per potenza e carattere, mentre il Miglioré, taglio bordolese, offre un profilo avvolgente e strutturato, pensato per evolvere nel tempo.
Nel complesso, la degustazione evidenzia una linea stilistica chiara: precisione tecnica, rispetto del vitigno e una costante ricerca di equilibrio tra espressione territoriale e visione contemporanea.



