PARIGI – E’ gloria azzurra a Parigi. Comunque. Fa un certo effetto, senz’altro sorpresa, poterlo asserire. Ma tale è. L’Italia resta presenza e realtà assoluta, pure agli ottavi di uno Slam come Roland Garros, anche senza la stella più forte e più attesa, Jannik Sinner.
Se poteva pervadere dolore sportivo per l’eliminazione più cocente, e non è soltanto una metafora tennistica per quel Sinner clamorosamente crollato afflitto dal caldo torrido ed infernale già al secondo turno con Cerundolo, l’Italia non ha gettato la spugna, minimamente. Non s’è depressa, anzi; con gli altri rappresentati azzurri che hanno saputo tirarsi su le maniche, per straordinario merito loro, il tricolore resta alto, anzi altissimo. Sono ben tre gli italiani agli ottavi in Francia e siamo ancora una delle realtà più rappresentate.
Il merito forse più commovente ma ad uno stoico Berrettini senza tempo. Il Martello è forse l’uomo in copertina della domenica mattina. Va sotto con Comesana, si fa sorpassare lottando punto a punto ma perdendo secondo e terzo set al tiebreak: qualcosa che affosserebbe tutti, soprattutto chi soffre di problemi muscolari e non riesce mai a trovar condizione fisica come meriterebbe. Tutti, ma non lui. Che con gli artigli, più forte di tutto e del suo fisico, pareggia e vince il quinto set con un tiebreak da sogno, fino all’ultimo respiro. Una favola.
Berrettini agli ottavi come rivelazione Arnaldi. Le cui gesta posseggono l’eroico, anche loro. Battuti clienti come Griekspoor e Tsitsipas, ormai certezze e realtà internazionali. Quindi Collignon sulla scia e sul velluto: domani Tiafoe. Fantastico anche Cobolli, tornato dopo Roma alla miglior versione di sé: incredibile come sia stato demolito Tien, con tre set a zero in scioltezza, sicurezza e la padronanza di chi ambisce a far breccia in Top Ten. Tre italiani agli ottavi, orgoglio altissimo. Bene così, adesso chi vivrà vedrà.

