E’ pronta a scatenarsi la politica calcistica internazionale. Quella del massimo organo, la FIFA. Quella Fifa nelle ultime ore al centro di contestazioni sempre più vibranti per le mosse del suo presidente Gianni Infantino. Che settimana scorsa puntava a varare prossime edizioni Mondiali a fondi privati, prima di registrare l’indignazioni degli organismi e delle confederazioni continentali, si guardi l’Uefa.
Subito tornato sui suoi passi, ma al centro di un uragano mediatico ormai da settimane viste le polemiche su più fronti che hanno dipinto il quadro del Mondiale d’America, la posizione di Infantino resiste, sì, ma soltanto al momento. Nel 2027 la Fifa sarà chiamata ad elegger un nuovo presidente e dall’Europa calcistica iniziano a fioccare le prime bocciature.
Il Galles è uscito duramente allo scoperto: “L’Associazione Calcistica del Galles conferma con la presente il ritiro del proprio sostegno alla candidatura del signor Gianni Infantino per la rielezione a Presidente Fifa per il periodo 2027–2031. I recenti fallimenti in termini di buona governance, processi, leadership, valori, gestione degli stakeholder, comunicazioni e giudizio sano ci hanno portato a una posizione in cui il signor Infantino ha perso la fiducia della FAW per rimanere al timone del calcio mondiale. Non mettere al primo posto i migliori interessi del calcio è un fallimento che non possiamo accettare”.
Con ogni probabilità la federazione dei Dragoni gallesi non sarà l’unica a discostarsi dalla storica fetta a supporto di Gianni Infantino. A scaricar lo svizzero, dal Regno Unito, anche i Tre Leoni. Ebbene sì, tutto lascia presagire che già dalle prossime ore anche l’Inghilterra diramerà un comunicato in cui spiegherà quanto e come, alle prossime elezioni per il mandato Mondiale 2027-2031 non sosterrà Infantino. L’avventura di potere dell’erede di Blatter sembra esser già giunta al capolinea.

