Viterbo – Talete, la maggioranza spinge per l’addio dell’amministratore Genova
Cronaca
16 Aprile 2026
Viterbo – Talete, la maggioranza spinge per l’addio dell’amministratore Genova
Pressioni politiche per sostituire l'attuale dirigente con un consiglio di amministrazione a più voci

VITERBO — Cambio di rotta ai vertici di Talete. La politica viterbese ha deciso di staccare la spina all’esperienza tecnica dell’Ingegner Salvatore Genova. Partito Democratico, Forza Italia e le liste civiche della galassia di Chiara Frontini sono compatti nella decisione di non rinnovare il contratto dell’amministratore unico, la cui scadenza è fissata per il prossimo giugno. Al suo posto, la governance dell’azienda idrica tornerà nelle mani di un Consiglio di Amministrazione (CdA), che farà spazio ai rappresentanti dei partiti.

Genova, arrivato a Viterbo nel 2021 (inizialmente portato dal Pd), ha affrontato un mandato descritto come una “missione impossibile”. Si è trovato alla guida di una società sull’orlo del fallimento, costantemente al centro delle polemiche per i depuratori per l’arsenico non funzionanti, i rincari delle bollette e la complessa gara per la cessione ai privati del 40% delle quote aziendali. Un ruolo che lo ha visto perennemente “nell’occhio del ciclone”, agendo spesso da parafulmine per una classe politica incline a scaricare sui tecnici le proprie responsabilità.

Nonostante il difficile clima politico e finanziario, il bilancio operativo dei suoi anni di gestione conta numerosi interventi realizzati. Grazie ai fondi del PNRR, sono stati avviati importanti lavori volti a ridurre le perdite nelle reti di distribuzione dell’Ato 1. Il progetto si è concentrato sulla digitalizzazione e sul monitoraggio, sviluppandosi in nove fasi operative che includono la mappatura digitale dell’intera infrastruttura idrica e la distrettualizzazione delle reti per un controllo puntuale di portate e pressioni.

Parte integrante di questo ammodernamento è l’installazione di 11mila contatori “smart”, fondamentali per la misurazione in tempo reale dei consumi e per il contrasto alla morosità, affiancati da un’ulteriore sperimentazione di contatori intelligenti nei comuni di Celleno, Faleria e Calcata.

Sul fronte strutturale e della manutenzione straordinaria, l’amministrazione Genova ha portato a termine:

  • La sostituzione di circa 9 chilometri di condotte vetuste (5 km con scavi a cielo aperto e 4 km con la meno invasiva tecnologia del relining).
  • L’attivazione del sistema Ews per il monitoraggio costante della qualità dell’acqua.
  • Il completamento del depuratore di Orte e il potenziamento di quello di Viterbo in strada Bagni.
  • Il rinnovo delle condotte finanziate dal Fondo di sviluppo e coesione, con la riparazione di rotture frequenti in 16 comuni.
  • I lavori, in dirittura d’arrivo a giugno, sul collettore ex Cobalb del lago di Bolsena.
  • L’integrazione dello schema idrico ex-Siit Le vene-Bisenzio-Piancastagnaio e la realizzazione di due nuovi pozzi in località Termini a San Lorenzo Nuovo.

Eppure, di fronte a un corposo elenco di opere avviate e concluse, la maggioranza politica di Talete ha scelto la via della discontinuità, preferendo archiviare la stagione del manager unico per tornare a una gestione affidata a un CdA di nomina politica.