Oscar non ce l’ha fatta. Il mondo del basket mondiale piange la scomparsa di una delle sue stelle record, il brasiliano Schmidt. Se ne va a 68 anni, sconfitto da una malattia, quel drammatico tumore al cervello, che lo attanagliava ormai da oltre un decennio.
Parliamo di un volto iconico, il più grande della storia del basket verdeoro, un uomo che ha saputo sognare e far sognare, una vera e propria macchina da record. Mao Santa, era così definito in patria, per via delle sue straordinarie doti realizzative. Longevità assoluta, per lui cinque edizioni delle Olimpiadi, scandite da punti su punti.
Gli stessi punti in carriera da professionista di cui deteneva record, poi battuto soltanto nel 2024 pensate da Lebron James. Una figura imparata ad apprezzare anche in Italia: non proprio no qualunque, bensì lo straniero più fertile, con quasi 14000 punti realizzati a cavallo delle esperienza tra Caserta e Pavia, otto più tre anni a cavallo dei Novanta.
Nel 2011 la prima diagnosi e quindi primo intervento; nel 2013 la seconda operazione. Un decennio di cure fino alla luce, quella del 2022, quando annunciò d’averle sospese e di sentirsi finalmente bene. Non era del tutto guarito però, perché negli ultimi mesi quel letale riacutizzarsi del tumore gli risultò fatale. Brasile in lacrime, se ne va uno dei più grandi.

