Don Augusto Mascagna, parroco di Orte, nominato vescovo delle Diocesi di Pistoia e di Pescia
Cronaca
20 Aprile 2026
Don Augusto Mascagna, parroco di Orte, nominato vescovo delle Diocesi di Pistoia e di Pescia

ORTE – Il Santo Padre ha nominato Vescovo delle Diocesi di Pistoia e di Pescia mons. Augusto Mascagna, presbitero della diocesi di Civita Castellana (regione ecclesiastica del Lazio) e parroco della Concattedrale di Santa Maria Assunta di Orte.

“Nato nel 1964 a Caprarola (VT), mons. Mascagna è stato ordinato sacerdote nel 1989. Attualmente ricopre nella sua diocesi l’incarico di Vicario episcopale per la pastorale ed è parroco della concattedrale di Orte Santa Maria Assunta. L’annuncio è stato dato da S.E. Mons. Fausto Tardelli che, nella giornata di oggi, lunedì 20 aprile, ha convocato le comunità diocesane di Pistoia e Pescia presso il Palazzo Vescovile di Pistoia. La data dell’ordinazione episcopale e dell’ingresso nelle rispettive diocesi di mons. Mascagna è ancora in fase di definizione e sarà comunicata prossimamente non appena stabilita. Nel frattempo, mons. Fausto Tardelli è stato nominato Amministratore Apostolico delle Chiese di Pescia e Pistoia e continuerà quindi normalmente il suo servizio fino all’ingresso del nuovo vescovo.

A partire dal 20 aprile decadono dall’incarico i vicari generali, i vicari episcopali, i consigli presbiterali e pastorali. Restano invece in carica il Cancelliere vescovile, il Collegio dei Consultori, l’Economo e il Consiglio diocesano per gli affari economici, al fine di garantire un ordinato e lineare passaggio di consegne tra i due vescovi. I due vicari generali, mons. Cristiano D’Angelo e mons. Alberto Tampellini, pur decadendo dal loro ufficio, per le facoltà attribuite all’Amministratore Apostolico, sono stati nominati delegati ad omnia. Fino al giorno dell’ingresso del nuovo vescovo, mons. Tardelli continuerà a essere ricordato nella Preghiera eucaristica durante la celebrazione della Messa, mentre nelle preghiere dei fedeli si aggiungerà una intenzione dedicata al successore perché sia «rivestito di sapienza e carità degli apostoli.”

Questo il saluto di Mons. Augusto Mascagna

«Carissime comunità cristiane della diocesi di Pistoia e della diocesi di Pescia,  Surrexit Christus, spes mea: è risorto Cristo, speranza mia. È l’augurio più bello che desidero rivolgervi nel salutarvi per la prima volta come vostro Vescovo.  Potete immaginare come ho vissuto questi ultimi giorni: «con tremore e gioia grande», come le donne che corsero al sepolcro, lo trovarono vuoto e sperimentarono insieme la paura di una tragedia e la gioia per qualcosa di inatteso che apriva strade nuove. Sono stati giorni in cui ho sentito davvero «il vento dello Spirito abbattersi impetuoso», la vita prendere fuoco e il terremoto di un cambiamento profondo, di una novità mai entrata nei miei progetti.  Ho avvertito la mia indegnità, le mie incapacità, le mie debolezze. E anche la tentazione di dire: «Signore, allontanati da me, che sono un peccatore» …ma un peccatore perdonato! Poi ho guardato alla mia vita e mi sono reso conto di aver sempre detto di sì alle proposte che il Signore mi ha fatto attraverso i miei superiori e le persone che ho cercato di servire.  «Signore, sulla tua parola getterò le mie reti», perché da quando ho conosciuto Te la mia vita è cresciuta nella profondità delle relazioni, nell’intensità delle emozioni e in quella “vita in abbondanza” che solo Tu sai donare.  Eccomi dunque a voi, carissime diocesi di Pistoia e di Pescia, comunità ricche di storia, di arte e di persone che amano il Signore; comunità che testimoniano la carità di Dio in mezzo ai più poveri e ai più deboli; comunità ricche di cultura e aperte ad accogliere l’uomo di oggi. Egli mi manda in mezzo a voi e io desidero camminare con voi: per le strade delle città e dei piccoli centri, nelle pianure assolate, tra i vivai e i fiori, dove nascono creature della natura capaci di rendere più bella la vita.  Voglio camminare con voi sulle colline e sui centri delle zone di montagna che abbracciano le nostre diocesi, per lodare il Signore con san Francesco: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra madre Terra, che produce diversi frutti, con coloriti fiori et l’erba».  Dai 60 metri di Pistoia e di Pescia fino ai 2300 metri delle cime dell’Abetone, sull’Appennino, dalla valle dei fiori e dei vivai all’Arno che lambisce la nostra diocesi, tutto parla di bellezza e della bontà del Creatore.  Desidero camminare con le donne e gli uomini di buona volontà, con i giovani, i ragazzi e le famiglie, con un ricordo speciale per gli ammalati, i poveri, gli immigrati e i fragili delle nostre diocesi. Desidero camminare con i miei fratelli preti… già mi sento uno di voi, con i religiosi e le religiose presenti in diocesi e, con un affetto speciale, con i seminaristi, nostro futuro.

Camminiamo insieme, carissime diocesi di Pistoia e di Pescia, con il Signore. Con il mio ministero e con la vostra vicinanza di fratelli e sorelle, cercheremo di riconoscerlo per seguirlo.  Due diocesi, come i due di Emmaus, incontrati proprio nella domenica appena trascorsa: anche loro erano in due e il Signore fece ardere il loro cuore. Due diocesi come i due apostoli, Giovanni e Pietro, che corrono al sepolcro il mattino di Pasqua e «videro e credettero». Gli stessi due che, sul lago di Tiberiade, dopo la pesca miracolosa — gettate le reti dalla parte destra — lo riconoscono: «È il Signore!», e Pietro si getta in acqua per raggiungerlo subito.  E ancora, gli stessi due alla fine del Vangelo di Giovanni: uno chiamato a «confermare la fede dei fratelli e pascere il gregge» fino al martirio; l’altro a continuare a seguire, testimoniare e scrivere ciò che riguarda Cristo.  Questo è il ministero del vescovo: confermare la fede di un popolo e testimoniarla con la vita. Ma mai da solo, perché «ci si salva insieme, si giunge insieme a Dio; non si arriva a Dio l’uno senza l’altro» (C. Péguy).

Questo è il desiderio del cuore di Dio, il vostro e anche il mio, indegno suo servo, chiamato al ministero episcopale.  Christus spes mea: Cristo è la mia e la nostra speranza. Dal cielo il Signore ci benedica attraverso Maria, venerata a Pistoia come Madonna di Valdibrana e Madonna dell’Umiltà, e a Pescia come Madonna della Fontenuova, insieme ai santi protettori: san Giacomo il Maggiore, sant’Allucio e i santi vescovi Atto e Franchi. Nell’attesa di incontrarci, vi benedico.