CASERTA – C’è un colpevole per l’omicidio del ventenne Vincenzo Iannitti, di San Castrese nel Casertano, scomparso lo scorso 18 marzo e ritrovato in un ripostiglio avvolto in una busta e coperto da pietre.
A confessare l’amico diciannovenne che era stato fermato già da ieri sera in caserma e che ha raccontato tutto dopo un lungo interrogatorio.
L’omicidio sarebbe avvenuto con una tremenda dinamica: i due avrebbero litigato e l’amico avrebbe sferrato due coltellate fatali a Vincenzo, gettandolo poi, dal balcone di casa, direttamente nel cavedio sottostante.
Una volta raggiunto il corpo, lo avrebbe infilato in un sacco, ricoprendolo con pietre e materiali di risulta provenienti da alcuni lavori di ristrutturazione per impedirne il ritrovamento.
I militari, che già nutrivano dei sospetti sul giovane, hanno ispezionato la sua abitazione trovando il cadavere in avanzato stato di decomposizione e, all’interno dell’abitazione, un coltello con una lama di 8 centimetri, ritenuto l’arma utilizzata per il delitto.
Ora il diciannovenne è in stato di fermo per omicidio e occultamento di cadavere.

